Nel 2016, il mercato del pellet in Europa ha raggiunto una dimensione di 19 milioni di tonnellate all'anno (Mtpa), mentre la capacità produttiva si è attestata a 23,5 Mtpa.
Il mercato si può dividere in due settori che risultano indipendenti e con una limitata interazione: il mercato del pellet industriale, focalizzato sulla generazione di bioenergia a livello industriale e il mercato del pellet premium che si concentra sulla generazione di calore residenziale e commerciale su piccola scala. 
 
Mercato del pellet industriale
 
L'uso del pellet per la generazione di energia su scala industriale non è presente in tutta Europa, con il Regno Unito, la Danimarca, il Belgio e l'Olanda a guidare il mercato. 
Tuttavia, questo settore rappresentava il 51% (9,7 Mtpa) della domanda totale di pellet in Europa nel 2016 e si prevede un'ulteriore crescita di questo settore. 
È probabile che la domanda di pellet industriale raggiungerà livelli compresi tra 12,4 Mtpa e 20,2 Mtpa entro il 2025, questa ampia forchetta dipende da quelle che saranno le politiche energetiche che verranno intraprese nei singoli Paesi.
Sempre in tema di incentivi pubblici c’è da considerare che in molti casi questi incentivi all’uso del pellet industriale nella conversione degli impianti che, ad esempio, erano a carbone, hanno un termine, e nel Regno Unito e nei Paesi Bassi il supporto a questi impianti inizierà a terminare tra il 2027 e il 2028. 
I governi dovrebbero iniziare a riconoscere l'importanza dell’industria del pellet che è in grado di fornire energia alle reti elettriche, compensando, peraltro, una quota crescente di fonti energetiche intermittenti (eolico e fotovoltaico). 
La fornitura di pellet europeo al mercato industriale è limitata, e solo i Paesi Baltici e il Portogallo svolgono un ruolo rilevante. 
In totale, questa capacità produttiva di pellet industriale europeo ammonta a soli 2,6 Mtpa, coprendo pertanto una piccola parte della domanda nel mercato industriale. La futura crescita della capacità europea del pellet industriale è limitata e non si prevede possa aumentare velocemente nei prossimi anni.
Per il prossimo futuro, la maggior parte del pellet industriale continuerà ad essere importato dagli Stati Uniti, dal sud-est e dal Canada occidentale. 
Nuove regioni di approvvigionamento, come il Brasile, potrebbero diventare prevalenti se la domanda crescerà oltre un certo livello. 
 
Mercato del pellet Premium
 
Il mercato europeo del pellet premium ha solitamente un forte carattere regionale con modelli di domanda altamente stagionali. 
La recente successione di inverni caldi, fatto salvo l’ultimo, quello 2017 – 2018, ha presentato ai fornitori una situazione quanto mai complessa.
Tuttavia, la domanda totale di pellet premium in Europa è cresciuta costantemente e nel 2016 ha raggiunto circa 9,4 Mtpa. 
Si prevede che questo segmento di mercato continuerà a crescere mentre gli stati membri dell'UE lavorano per raggiungere i loro obiettivi nell'ambito della Direttiva europea sulle energie rinnovabili della Commissione e in tal senso, anche il mercato del pellet dovrà trovare il suo spazio. 
Si prevede che la domanda di pellet premium raggiungerà livelli compresi tra 10,1 Mtpa e 16,4 Mtpa entro il 2020 e il 2021. 
Questa crescita della domanda si concentrerà nel Regno Unito, in Francia, in Italia e anche in Austria, mentre la domanda in paesi come Germania e Svezia è ora stagnante e potrebbe persino ridursi, poiché l'attenzione del settore del riscaldamento domestico passa attraverso tecnologie alternative.
Attualmente, la maggior parte degli Stati membri dell'UE non ha ancora formalizzato le proprie strategie di riscaldamento rinnovabile e qualsiasi previsione di domanda potrebbero risultare avventate: vero è che, ad esempio in Italia, gli impianti domestici sono talmente diffusi che il riscaldamento a biomassa, ed mediante pellet in particolare, continuerà a svolgere un ruolo chiave nel riscaldamento delle nostre abitazioni.
Ad oggi, i mercati europei del pellet premium sono stati riforniti da piccole e medie industrie di pellet (mediamente 55.000 tpa), spesso attraverso commercianti, grossisti e distributori. Questo segmento di mercato deve far fronte a notevoli sovraccapacità e bassi tassi di utilizzo su una capacità stimata di 20,9 Mtpa. 
L'esposizione alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime è, inoltre, fonte di preoccupazione per molti produttori di pellet.
Alcuni produttori europei sono anche preoccupati per la minaccia delle importazioni di pellet extra UE, dato che le fabbriche, in regioni come gli Stati Uniti Sud-Est e la Russia, possono rifornirsi di materia prima a prezzi competitivi e, in molti casi, hanno già ottenuto la certificazione ENPlus. 
 
Scritto da Gianclaudio Iannace

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Pubblicato da Debora De Carlo