Nel nostro precedente articolo https://www.biomassapp.it/blog/una-biomassa-energetica-di-gran-gusto-i-gusci-di-pistacchio avevamo avuto modo di parlare di una biomassa energetica poco diffusa in Italia, i gusci di pistacchio, ma che per alcune caratteristiche ed una certa disponibilità (stimata a livello mondiale in almeno 250.000 tons) sembrava risultare piuttosto interessante.

Abbiamo voluto approfondire questa opportunità, per poter avere una conferma delle valutazioni espresse qualche mese sui gusci di pistacchio.

Abbiamo pertanto affidato una campionatura di gusci di pistacchio allo Star Facility Centre del Dipartimento SAFE dell’Università degli Studi di Foggia e chiesto di effettuare delle analisi adottando il metodo UNI che viene utilizzato dalla certificazione ENPlus.

Molte le conferme e qualche sorpresa, in basso una tabella di confronto che evidenzia i dati dei gusci di pistacchio rispetto a quelli richiesti dalla ENPlus nella certificazione A1 e A2 del pellet di legno:

PARAMETRO

UNITA’ MISURA

RISULTATO GUSCI

PELLET A1

PELLET A2

CONT. IDRICO

%

9,02

< 10

< 10

CENERI

% ss

0,2

< 0,7

< 1,2

POLVERI

% ss

ND

< 1

< 1

POTERE CAL INF

kWh/kg

4,40

> 4,6

> 4,6

DENSITA’ APP.

Kg/m3

400

600/750

600/750

AZOTO

% ss

0,10

< 0,3

< 0,5

ZOLFO

% ss

0,049

0,04

0,05

CLORO

% ss

0,029

0,02

0,03

FUSIBILITA’ CENERI

°C

> 1500°

> 1200°

> 1100°

ARSENICO

mg/Kg ss

0,74

< 1

< 1

CADMIO

mg/Kg ss

ND

< 0,5

< 0,5

CROMO

mg/Kg ss

ND

< 10

< 10

RAME

mg/Kg ss

ND

< 10

< 10

PIOMBO

mg/Kg ss

ND

< 10

< 10

MERCURIO

mg/Kg ss

ND

< 0,1

< 0,1

NICKEL

mg/Kg ss

ND

< 10

< 10

ZINCO

mg/Kg ss

ND

< 100

< 100

ADDITIVI

% ss

ND

< 2

< 2

ND: Not detected (inferiore al limite di rilevabilità)

Cosa possiamo rilevare da una comparazione tra i dati ottenuti dai gusci di pistacchio e gli standard richiesti dalla certificazione ENPlus A1 e A2?

Alcuni dati risultano molto positivi: i gusci di pistacchio hanno un tenore di umidità molto basso e ceneri molto al di sotto della soglia di certificazione richiesta da ENPlus e questo è un dato importante per la gestione e per la manutenzione dell’impianto.

Anche la sostanziale assenza delle polveri, che tendono, se presenti, a determinare una serie di problemi in stufe e caldaie e a moltiplicare la necessità di interventi di manutenzione o quanto meno di pulizia, rende molto interessante il biocombustibile gusci di pistacchio.

Il potere calorifico inferiore risulta invece per i gusci di pistacchio più basso rispetto a quello richiesto dalla ENPlus con  4,4 v/s 4,6, ma meglio del 4,2 indicato nel nostro precedente articolo: il valore risulta comunque assolutamente interessante.

Critico il rilevamento della densità apparente nei gusci di pistacchio: solo 400 kg per metro cubo rispetto al range 600/750 raccomandato per il pellet di legno.

Un basso dato di densità apparente vuol dire alti costi di trasporto e alti costi di stoccaggio: questo può fortemente pregiudicare la possibilità di utilizzare i gusci di pistacchio.

Il costo di trasporto incide infatti per valore che varia dal 20% al 30% e non si può pertanto non considerare questo dato come una criticità davvero difficile da superare.

Bassissimo nei gusci di pistacchio il valore dell’azoto, responsabile del NOX e questo è un dato molto apprezzabile, così come sono interessanti dati di zolfo e cloro che si mantengono tra quelli indicati per l’ENPlus A1 e A2.

Ottimi i dati relativi alla fusabilità delle ceneri, un dato importante perché significa scongiurare il problema della clinkerizzazione che posta al blocco di stufe e caldaie.

Bassa nei gusci di pistacchio la presenza dell’arsenico, al di sotto dello standard ENPlus e addirittura non rilevabili i dati presenza degli altri macroelementi e questo contribuisce a scongiurare la clinkerizzazione delle ceneri.

Naturalmente non sono presenti additivi che sono invece ammessi fino ad un 2% per il pellet di legno: i gusci di pistacchio sono un prodotto naturale al 100%!

Anche i costi del prodotto sono piuttosto contenuti se li consideriamo exworks, ma la bassa densità specifica dei gusci di pistacchio, finisce per alzare il prezzo del prodotto consegnato all’utilizzatore finendo per erodere tutto il vantaggio anche rispetto a alternative come il nocciolino di sansa che risulta oltretutto in possesso di un superiore potere calorifico.

In conclusione: un prodotto, i gusci di pistacchio, con un ottimo potenziale, ma la forma dei gusci fortemente sferica, finisce per farne un prodotto troppo leggero e quindi costoso da trasportare: ci sarebbe la soluzione della macinatura, ma questo processo ha un costo che finirebbe per far diventare i gusci di pistacchio troppo costosi rispetto ad altre alternative.

Scritto da Gianclaudio Iannace

 

 

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE