Conviene comprare una stufa a pellet usata? 

 

Comprare una stufa a pellet usata può sembrare un’ottima idea per contenere le spese di acquisto e risparmiare su un prodotto che, nuovo, ha un prezzo di partenza elevato. Questa affermazione può trasformarsi nella ricetta per un disastro ed è per questo, infatti, che va interpretata con cautela. Se l’acquisto di una stufa a pellet usata può senza ombra di dubbio avere dei vantaggi economici, vi sono anche una miriade di trabocchetti nei quali si può facilmente inciampare. Per acquistare un prodotto usato infatti, sia questa una stufa o altro, è necessario essere disposti a impiegare più energie di quelle che probabilmente si spenderebbero per l’acquisto di un prodotto nuovo. Questo deriva dal fatto che un prodotto usato ha una storia, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta. Questo non vuol dire che compare una stufa a pellet usata sia una cattiva idea, ma solo che è necessario fare delle dettagliate considerazioni preliminari per la scelta di un prodotto con un buon rapporto tra qualità e prezzo. Questo vale anche per il prodotto nuovo, ma è particolarmente vero per l’usato. In questo breve articolo vedremo quali sono queste considerazioni, e verranno presi in esame tutti quei particolari che non possono essere tralasciati quando decidiamo di acquistare una stufa a pellet usata

 

Cominciamo con una ricerca di mercato

Prima di tutto è bene cominciare facendo un’approfondita ricerca dei marchi presenti sul mercato, analizzando con cautela caratteristiche, pregi e difetti. Questo ci aiuterà non solo ad orientarci verso un particolare tipo di prodotto piuttosto che un altro, ma anche a farci un’idea di quale sia l’attuale prezzo di mercato del prodotto che si avvicina alle nostre esigenze. In questo caso il consiglio da dare è quello di prendere in considerazione marchi presenti sul territorio italiano e in produzione, questo per il fatto che un marchio o prodotto straniero, può presentare il problema della reperibilità di pezzi di ricambio. Stessa cosa vale per modelli obsoleti o fuori commercio.

Una volta che ci saremo fatti un’idea di cosa vogliamo, è possibile passare allo step successivo, ovvero alla visione dei prodotti. In questa fase è fondamentale capire perché la stufa viene venduta, a seconda delle ragioni infatti le differenze sono sostanziali. Che questa sia venduta per acquistare un modello superiore, oppure perché inadatta al tipo di ambiente nel quale era stata installata, o ancora perché le operazioni di manutenzione erano eccessive per il vecchio proprietario, ci può già dare un idea sul tipo di vita che la stufa ha avuto. 
Altra cosa è chiarire fin da subito quali componenti verranno ceduti all’acquisto (ad esempio canne fumarie, paletta carica pellet, eventuali pezzi di ricambio forniti dal costruttore e così via). Se nel caso dell’acquisto di un prodotto nuovo la cosa è scontata, nel caso di una stufa a pellet usata non lo è, soprattutto se optiamo per acquistarla da un privato. 
 
 
Atenti alla documentazione!
 
 
Quarto punto; i documenti. Come abbiamo visto in precedenti articoli infatti (vedi Manutentori stufe a pellet: come scegliere quello giusto) per tutte le stufe di potenza maggiore ai 5KW è obbligatorio il libretto di impianto per la climatizzazione, come richiesto dal Decreto Ministeriale del 10 febbraio 2014. Questo libretto infatti non solo ci permette di essere in linea con la normative vigenti e di evitare brute sorprese in caso di controlli (le sanzioni amministrative in questo caso possono oscillare da 500 Euro fino ai 3000 Euro), ma anche di vedere quali, come e quando sono state fatte le operazioni di manutenzione straordinaria dell’impianto. Inutile dire che un libretto aggiornato è sinonimo di un impianto tenuto in regola, mentre uno non aggiornato ci può fare intuire molte cose sul proprietario e sulla stufa.
Sempre per quello che riguarda i documenti inoltre è bene chiedere il libretto di fabbrica dell’impianto, il quale contiene tutti i dati tecnici inerenti alla stufa, compresi contatti e modalità per ordinare eventuali pezzi di ricambio originali.
 
 
Cerchiamo di provare la stufa
 
 
Ultima precauzione, infine, è quella di provare la stufa, se possibile. Questo ci permetterà di testare le funzionalità essenziali del prodotto, ovvero accensione (prediligere i modelli con accensione elettronica), mantenimento della fiamma (lasciamo la stufa bruciare per una decina di minuti controllando bene la qualità e consistenza della fiamma), spegnimento (la stufa deve essere completamente spenta).
Se rispettiamo i consigli sopraelencati possiamo prevenire già un’ampia porzione delle problematiche più comuni riscontrabili nell’acquisto di una stufa a pellet usata.
 
 
Considerazioni finale
 
 

È possibile concludere dunque con alcune considerazione finali. Dato che il mercato delle stufe a pellet è in perenne espansione, è necessario tenere a mente che le stufe a pellet riescono a mantenere, anche se usate, prezzi di mercato medio/alti. Quindi è bene fare attenzione a stufe dai prezzi sospettosamente bassi, le quali non potranno che celare qualche trabocchetto. Altra cosa da considerare è la tipologia della stufa e valutare la sua adeguatezza rispetto all’ambiente dove intendiamo installarla. In questo caso infatti non solo vanno prese in considerazione eventuali lavori di modifica per l’installazione dell’impianto, ma nel caso di condomini, anche i permessi necessari. Una stufa utilizzata per riscaldare una casa singola può non essere adatta a riscaldare un appartamento e viceversa. Stessa cosa vale anche per la potenza della stufa, che se non proporzionata all’ambiente può portare ad uno spreco del nostro biocombustibile. Infine è sempre meglio prediligere l’acquisto di un usato da un rivenditore autorizzato piuttosto che da un privato: il rivenditore infatti ci potrà fornire qualche tipo di tutela e suggerimento. L’acquisto di una stufa a pellet usata inoltre ha costi celati che è bene tenere a mente come l’assenza di detrazioni fiscali (le quali possono oscillare tra il 36% al 65%) ed eventuali costi di installazione non compresi nel prezzo e coperti invece dal produttore in caso di acquisto di un prodotto nuovo.

I fattori da prendere in considerazione per l’acquisto di una stufa a pellet usata dunque sono molteplici, il dispendio di energia è ingente e il tempo che deve essere dedicato alla ricerca è consistente. Questo però non deve scoraggiare, pazienza, buona volontà, un po’ di fiuto e le precauzioni sopra elencate possono permettere di scovare il vero affare, e comprare un prodotto ad alte prestazioni ad un prezzo più che concorrenziale.
 
 
Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

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Pubblicato da Antonella Marinelli