La Legge di Bilancio 2019, tanto discussa in queste settimane e oggetto di analisi alla Commissione UE, contiene importanti novità riguardo le agevolazioni fiscali proposte dalla legislatura precedente. Per quanto l’accordo tra il Governo Conte e Bruxelles non sia stato ancora raggiunto, possiamo analizzare che cosa è stato proposto dal governo italiano in merito all’Ecobonus 2019.

La legislatura precedente aveva infatti fissato agevolazioni fiscali per tutti i contribuenti che, a seguito di interventi di rinnovamento delle proprie abitazioni, avrebbero sostituito i vecchi impianti di riscaldamento con caldaie a pellet o comunque alimentate a biomasse energetiche e in possesso di una classe di efficienza energetica di alto livello (A, A+).

 

L’Ecobonus per il risparmio energetico

Il Decreto legislativo inserito nella Legge di Bilancio 2019 prevede la proroga dell’Ecobonus anche per il 2019. I contribuenti quindi avranno la possibilità di detrarre tutte quelle spese finalizzate a interventi di risparmio energetico presso le proprie case.

In base al tipo di intervento sostenuto, si potrà usufruire di detrazioni fiscali pari al 50% e al 65% sui costi sostenuti. Questi sconti sono divisi in dieci rate annuali di pari importo.

Interessante per noi è il caso del Bonus caldaie, cioè la detrazione fiscale disponibile a seconda dell’efficienza energetica garantita dalla caldaia installata. Tutti i contribuenti possono avvalersi fino al 31 dicembre 2019 di un bonus del 65% o del 50% a seconda dei casi, dello 0% se si installerà un impianto di riscaldamento inferiore alla classe A.

Lo sconto del 65% si applica per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie di classe A+; lo sconto del 50% invece è destinato a chi sostituisce un vecchio impianto con una caldaia di classe A.

Per gli interventi di riqualificazione energetica al momento è stabilita una soglia di spesa massima su cui applicare la detrazione prevista dall’ecobonus, fissata a 30.000 euro nel caso delle caldaie alimentate a biomassa energetica.

Questa agevolazione Irpef sarà pertanto maggiore per chi installerà impianti a alta efficienza energetica, come il caso delle caldaie alimentate a pellet o comunque alimentate a biomasse energetiche. Ecco un ulteriore fattore da tenere in considerazione per chi stesse decidendo di sostituire un vecchio impianto con uno di nuova generazione: convertirsi alle biomasse energetiche rappresenta sempre un vantaggio, sul piano ecologico e anche economico.

Tuttavia, convertire il proprio impianto con una caldaia a pellet per usufruire di questo vantaggio economico potrebbe risultare controproducente se non si pone attenzione su quale tipo di pellet si decide di acquistare. Esistono diverse qualità di pellet sul mercato e altrettante sono le modalità di acquisto: negozi, centri di rivendita e siti internet. Non sempre il pellet disponibile sul mercato è di qualità e, accecati da prezzi estremamente bassi, si rischia di incorrere in fregature. A questo proposito, è opportuno evidenziare che, nel caso in cui la qualità del pellet non è certificata, acquistare pellet scadente significa esporre il proprio impianto di riscaldamento (caldaie e stufe) a una resa energetica scarsa, andando così a compromettere il vostro investimento iniziale e a veder sfumare i vantaggi fiscali previsti dall’Ecobonus messo a disposizione dello Stato.

 

Ma come riconoscere il pellet migliore?

Niente di più facile. Sono numerosi infatti i marchi di qualità che permettono ai consumatori di acquistare un prodotto efficiente e sicuro. La varietà delle certificazioni è dovuta ai diversi requisiti necessari per ottenerle e alle diverse normative su cui i certificatori fanno riferimento.

Ecco quali sono i marchi di qualità sul mercato italiano di pellet:

- EN Plus: marchio tedesco, si tratta della certificazione più diffusa. La normativa cui fa riferimento è la EN 14961, che in Italia corrisponde alla UNI EN 14961. Quando questo marchio è presente sulla confezione di pellet, significa la produzione di pellet è stata controllata lungo tutta la filiera. I prodotti messi sul mercato corrispondono a parametri precisi in conformità con la normativa di riferimento. EN Plus prevede tre classi di qualità: A1, A2 e B.

- DIN Plus: altra certificazione tedesca riconosciuta a livello internazionale. Oltre a essere valutato lungo tutto il processo di produzione, un prodotto marchiato DIN Plus deve rispondere a determinati parametri: diametro e lunghezza, potere calorifico, peso specifico, tasso di umidità, percentuale di additivi.

- Önorm: marchio che risponde alla normativa austriaca Önorm M7135, che stabilisce i requisiti e le disposizioni necessari per ottenere la certificazione.

- Pellet Gold: è un marchio di qualità italiano. Rilasciato dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali, non è una certificazione ma un’attestazione di qualità. La normativa di riferimento è la UNI EN 14961.

Tutti i marchi di qualità periodicamente sottopongono i produttori che richiedono la certificazione verifiche con lo scopo di controllare la produzione e la merce immessa sul mercato.

Convertirsi alle biomasse energetiche, come abbiamo visto, significa sia scegliere una via ecologica, nel pieno rispetto dell’ambiente, sia avere l’opportunità di risparmiare sui propri consumi. Per poter ottenere e sfruttare questi due benefici è bene far uso di prodotti di qualità.

 

Scritto da Jacopo Marenghi

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Pubblicato da Yuri Isoldi