Pro e contro dell'utilizzo dei gusci di mandorla

 

Generalmente chi sceglie di utilizzare i vari tipi di biocombustibile presenti in commercio lo fa per due ragioni principali; l’ecosostenibilità ed il risparmio economico e certamente il secondo è fondamentale. Non c’è da stupirsi allora che il mercato offra continuamente nuove opzioni per venire incontro al consumatore moderno. Pellet e legna o cippato, sebbene alternative valide, possono non soddisfare le esigenze di tutti, per questo, da diversi anni, anche nel mercato italiano sta prendendo sempre più spazio il commercio di gusci di frutta secca utilizzati come biocombustibile, ed in particolare quello dei gusci di mandorla.

 

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Quando si pensa alle mandorle la prima cosa che viene in mente è il frutto del mandorlo, ovvero quel seme oleaginoso ad alto contenuto calorico, così riccamente utilizzato sia in cucina che nell’industria cosmetica. Questo, sebbene vero, è indubbiamente una definizione parziale delle caratteristiche e dei possibili utilizzi della mandorla, e la versatilità dei gusci di mandorla ne è un esempio lampante. È solo negli ultimi anni infatti che si è preso coscienza delle caratteristiche dei gusci di mandorla e si è cominciato ad implementare attivamente un programma di riutilizzo di tutti quelli che fino a poco tempo fa erano considerati scarti, ma che oggi giorno hanno un valore significativo nel mercato delle biomasse energetiche. I gusci di mandorla infatti non sono solo un prodotto completamente naturale (e quindi rinnovabile) ma, a seconda dell’utilizzo che ne vogliamo fare, non richiedono alcun tipo di lavorazione.

Generalmente nel mercato è possibile reperire tre tipologie di gusci di mandorla; quelli a corteccia dura (con una resa calorifica maggiore e quindi una maggiore combustibilità), quelli a corteccia morbida, ed infine i gusci di mandorla tritati. Ovviamente l’utilizzo di una o l’altra di queste tre tipologie di gusci di mandorla presenti in commercio è contingente all’impianto a nostra disposizione e alle nostre esigenze.

Di seguito sarà fatto un breve excursus sull’utilizzo dei gusci di mandorla, si vedrà quali sono i loro principali punti di forza e quali invece le loro debolezze, per aiutare il consumatore finale a decidere se l’utilizzo di questo tipo di biocombustibile è quello adatto alle proprie esigenze.

I vantaggi dei gusci di mandorla

Il primo grande vantaggio dei gusci di mandorla è senza ombra di dubbio il loro prezzo. Sebbene i gusci di mandorla infatti abbiano caratteristiche molto simili a quelle del pellet (il loro potere calorifico si aggira intorno 4300- 4500 Kcal/Kg, un po’ meno rispetto al pellet che invece ha potere calorifico di circa 4800 Kcal/Kg) il loro prezzo è decisamente più contenuto. Quest’ultimo infatti oscilla tra i 18 ed i 20 euro al quintale mentre il pellet ha un prezzo di circa 35 euro a quintale. A parità di prestazioni dunque, o quasi, i gusci di mandorla sono nettamente più economici del pellet.

Altro grande vantaggio è la loro facilità d’utilizzo, sia in termini di stoccaggio che di conservazione. Grazie alle dimensioni contenute e ad un peso specifico ridotto, i gusci di mandorla possono tranquillamente essere maneggiati con facilità anche quando si parla dello stoccaggio del biocombustibile negli appositi silo. Questo si traduce in un minor dispendio di energie se paragonato, ad esempio, allo stoccaggio della legna o del cippato.

Anche per quanto riguarda la conservazione i gusci di mandorla sono il prodotto ottimale. Grazie al loro naturale basso contenuto di umidità, e alla loro minima propensione ad assorbirla, ci sono decisamente meno problematiche per coloro che non dispongono di spazi appositi per lo stoccaggio. Questo non vuol dire che possiamo lasciarli sotto la pioggia, ma solo che se decidiamo di stoccarli in un ambiente umido, come può essere una cantina, riusciranno comunque a conservare quasi per intero il loro potere calorifico al contrario ad esempio del pellet, il quale è altamente suscettibile alle condizioni ambientali che lo circondano.
Infine non è possibile non parlare della facilità con il quale questo tipo di biocombustibile si rinnova. Grazie all’ampio sfruttamento dei semi del mandorlo, alla relativa facilità con cui quest’albero fruttifera, e alla sua propensione ad adattarsi a varie tipologie di terreno (tranne quelli troppo umidi) i gusci di mandorla sono uno di quei prodotti che oltre ad avere un minimo impatto ambientale sono comunque di alta reperibilità.

 

Alcuni svantaggi

 

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Per quanto riguarda gli svantaggi dei gusci di mandorla questi possono essere riassunti in distribuzione e durabilità.
Per chi decide di optare per questo tipo di biocombustibile la principale cosa a cui bisogna prestare attenzione è senza ombra di dubbio la loro derivazione geografica. In altre parole, i costi di trasporto dei nostri gusci di mandorla possono vanificare il loro vantaggio economico. Un buon consiglio a tal proposito infatti è quello di reperire i gusci di mandorla da produttori che si trovano a non più di 250 km dal luogo di consegna per minimizzare sia l’impatto ambientale del trasporto che i suoi costi.

Per quanto riguarda la durabilità invece è necessario fare presente che i gusci di mandorla hanno una minore durabilità meccanica rispetto ad altri tipo di biocombustibile, come la legna, il pellet oppure il cippato. In altre parole, i gusci di mandorla bruciano in fretta. Per evitare problemi dunque è necessario prendere qualche piccola precauzione per evitare di ritrovarsi senza il biocombustibile necessario per alimentare il nostro impianto. Un minimo di pianificazione logistica infatti, con ordini fatti per tempo, ci garantiscono di evitare brutte soprese. Quindi la pianificazione delle consegna, sebbene non sia necessariamente un problema, è comunque un’accortezza a cui bisogna prestare un occhio di riguardo quando si parla di gusci di mandola come biocombustibile.

 

Per finire

Alimentare il proprio impianto con gusci di mandorla vuol dire utilizzare la fonte di energia rinnovabile per eccellenza. I gusci di mandorla oltretutto, essendo facilmente reperibili, e prodotti per la maggior parte dagli scarti di lavorazione di varie industrie, da quelle alimentari a quelle cosmetiche, hanno un impatto ambientale minimo a patto che si sappiano fare le scelte giuste quando le acquistiamo. Non vi è alcun dubbio dunque che i gusci di mandorla sono una valida alternativa alla legna, al pellet e al cippato, ma solo per usi domestici però. La loro scarsa durabilità meccanica infatti ne fanno un biocombustibile ottimale per consumi moderati, mentre se parliamo di consumi ingenti, come possono quelli richiesti dall’industria, si vedrà ben presto che ci sono soluzioni migliori. Fatta questa eccezione, per tutti gli altri casi, si vedrà come i gusci di mandorla siano uno di quei prodotti che non mancheranno di sorprenderci sia in fatto di prestazioni che di risparmio.

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

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Pubblicato da Antonella Marinelli