Il pellet fai da te conviene?

 

Il pellet è un ottimo combustibile, ecosostenibile, pratico da usare ed economico, ormai da alcuni anni largamente usato nelle abitazioni per l’alimentazione di stufe, caldaie e termocamini. Questo materiale del tutto naturale si ottiene semplicemente sottoponendo la segatura del legno ad alte pressioni congiuntamente a calore. Il pellet viene scelto appunto - a dispetto di altri sistemi di riscaldamento - perché presenta diversi vantaggi: è pratico, ecologico e soprattutto è più economico rispetto a metano o gpl.

Dato il larghissimo consumo che ne viene fatto, il pellet è facilmente reperibile sia presso rivenditori che si possono trovare vicino casa, sia tramite l’acquisto on-line. Generalmente è venduto in sacchi da 15 kg ciascuno (in qualche caso eccezionale si vende in sacchette da 10 kg) ed il prezzo di un singolo sacco si aggira intorno dai 4,5 ai 6 Euro secondo la qualità e che sia o meno certificato. Il prezzo oscilla anche in base al periodo in cui il pellet viene acquistato. C’è un periodo di cosiddetta offerta di pellet pre-stagionale, da aprile ad agosto/settembre, in cui la richiesta di pellet è minore e di conseguenza la vendita avviene a dei costi inferiori circa del 10 % o anche del 20 % rispetto al resto dell’anno. Se invece il pellet è acquistato in pieno inverno, senza alcun dubbio, la maggior richiesta lo pone a dei prezzi di vendita più alti.

Sicuramente, con le giuste accortezze, è possibile acquistare del pellet certificato a buon prezzo, non solo comperando durante la bassa stagione ma anche approfittando delle offerte che si trovano on-line, o ancora usufruendo degli sconti che vengono fatti sull’acquisto di grosse quantità, quindi optando per l’acquisto dei bancali di pellet.

Eppure, un ulteriore modo per avere un buon risparmio ed essere sicuri di avere un ottimo prodotto, sembrerebbe quello di dedicarsi alla produzione di pellet fai da te. Tramite delle macchine apposite, dette pellettatrici, è possibile infatti per (quasi) tutti produrre pellet in casa, senza troppe difficoltà. In commercio ci sono diverse pellettatrici, alcune di queste destinate ad un uso prettamente domestico. Si tratta di macchine a compressione, abbastanza leggere e compatte. Una macchina per il pellet fai da te pesa circa 110-150 kg e ha dimensioni abbastanza contenute. Il prezzo di una pellettatrice oscilla tra i 3.000,00 e i 6.000,00 Euro, seppur ci siano dei modelli economici che hanno un costo più basso, di circa 2.500,00 Euro: stiamo comunque parlando di attrezzature non industriali. Ci sono diverse aziende produttrici di macchine per fare il pellet, per cui la scelta è abbastanza ampia.  I veri amanti del risparmio e del fai da te, possono poi addirittura prendere in considerazione l’idea di costruirsi da sé delle macchine per fare il pellet a casa. On-line ci sono diversi forum e video di esperti che spiegano come farlo. 

Come si produce il pellet? Il pellet si ricava dal cippato, cioè dalla legna ridotta in scaglie, tramite un biotrituratore o un cippatore. Le scaglie di legna utili per produrre pellet hanno delle dimensioni variabili, che vanno da alcuni millimetri a pochi centimetri. Da queste scaglie, grazie alla macchina, si ottiene il pellet pronto all’uso. Rimandiamo a questo articolo per capire come funziona esattamente una macchina per il pellet fai da te.

La legna e i suoi derivati non sono però l’unico materiale da cui si ricava il pellet. Possiamo produrre pellet (anzi agripellet come viene definita questa tipologia di biocombustibile) a partire da scarti di fieno, paglia o mangimi; sansa di olive; scarti di riso o mais o ancora dall’erba del prato o dalle erbacce in generale. Tutto ciò con estrema attenzione, al fine di non danneggiare la macchina e di avere pellet di buona qualità. Utilizzando questi sottoprodotti avremo un prodotto con un più alto contenuto di ceneri.

La soluzione del pellet fai da te è quindi particolarmente adatta a chi possiede un giardino, un orto o un frutteto, cioè a coloro che durante l’anno producono una considerevole quantità di legna, o comunque di altri sottoprodotti derivanti dalla potatura di piante e alberi e che comunque necessitano di essere smaltiti. La convenienza del pellet fai da te andrebbe perduta infatti nel caso in cui si dovesse acquistare la materia prima.

Se pensate di optare per il pellet fai da te, ponete attenzione alla conservazione del vostro prodotto. Il pellet va assolutamente conservato in un ambiente secco, ventilato e ben riparato. Il problema principale, cui il pellet può incorrere se conservato a lungo, è infatti l’umidità, che fa gonfiare i cilindretti, rendendo vana la funzione della lignina (il collante naturale sprigionato dal legno, che fa appunto sì che il pellet abbia la forma compatta di cilindretti). Senza la lignina a far da collante, il pellet si gonfia e rischia di tornare ad essre segatura. Un pellet umido brucerà più difficilmente, perdendo le sue capacità di riscaldamento: una parte del calore è usata per far evaporare l’acqua e quindi sprigiona meno energia termica. Un pellet molto umido inoltre rischia inoltre di sfaldarsi del tutto, causando danni a stufe, caldaie e caminetti.

È ovvio che il risparmio economico per il pellet fai da te sia contro-bilanciato non solo dalla spesa iniziale della pellettatrice ma anche dal tempo e dall’inevitabile lavoro necessari a produrlo. Seppur la pellettatrice non richieda uno sforzo particolare, bisogna comunque prima recuperare e triturare la legna da inserirvi. Lanciatevi dunque nell’impresa del pellet fai da te soltanto nel caso in cui siate davvero armati di buona volontà e disponibili ad un investimento inziale che comunque richiederà qualche stagione per essere recuperato.

 

 

Scritto da Caterina Scianna

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE