Scritto da Gianclaudio Iannace

È passato un pò inosservato uno studio presentato qualche mese fa e che fotografa la situazione dei consumi del pellet in Italia e le prospettive di quello che da tre lustri è un vero e proprio boom.

Il nostro Paese ha recentemente presentato un rapporto sul suo mercato del pellet alla Global Agricultural Information Network del Foreign Agricultural Service dell'USDA.

Il dato più significativo è la previsione di un trend in continua crescita del consumo di pellet che raggiungerà in Italia le 5 milioni di tonnellate nel 2020.

In Italia la maggior parte del consumo di pellet riguarda le famiglie e le stufe e caldaie installate, si tratta pertanto di un consumo differente da quello dei grandi consumatori di pellet industriale come ad esempio la Gran Bretagna, poichè non dipendente da incentivi o tariffe agevolate e pertanto più stabile e prevedibile.

stufa a pellet

Secondo il rapporto, l'Italia attualmente consuma più di 3 milioni di tonnellate di pellet all'anno, con il consumo residenziale che rappresenta il 96% dell'uso totale. 

Questo dato potrebbe variare se anche in Italia si deciderà di convertire a pellet le centrali di produzione di energia elettrica a carbone.

In Italia le centrali a carbone sono 12 e per il 90% del carbone che viene consumato è di importazione con provenienza Stati Uniti, Sudafrica, Australia, Indonesia, Colombia, Canada, Cina, Russia e Venezuela.

centrale a carbone

In Italia il carbone viene estratto solo in Sardegna nei giacimenti del Sulcis Iglesiente, dove la miniera è stata riaperta nel 1997 dopo 25 anni di inattività: viene estratto carbone per 1 milione di tonnellate, si tratta di un prodotto di bassa qualità poiché ricco di zolfo.

Un piano di conversione a pellet sarebbe pertanto ampiamente giustificato e auspicabile.

Solo il 15% della domanda nazionale di pellet in Italia è attualmente soddisfatta dalla produzione nazionale: una problematica già affrontata in altri articoli ("Pellet italiano: perchè se ne produce così poco?") che non sembra destinata a soluzione in tempi brevi.

Attualmente l’Italia importa circa l'85% del pellet che consuma. L'anno scorso, l'Italia ha importato pellet di legno, principalmente da Austria, Croazia, Germania, Slovenia, Francia e Repubblica Ceca.

Quasi tutte il pellet consumato in Italia viene venduto in sacchi da 15 kg anche se si cominciano a vedere sacche da 10 kg. 

Il rapporto stima che non più di 20.000 tonnellate viene venduto come pellet sfuso trasportato con camion silos. 

camion con silos

Il pellet viene venduto principalmente nei negozi al dettaglio, ma comincia a diffondersi la vendita online di pellet con un venduto che supera ormai il 6% del totale delle vendite: un fenomeno che sembra destinato a rafforzarsi molto velocemente.

Il rapporto mostra che l'Italia ha importato pellet canadese circa 62.710 tonnellate nel 2016, 85.349 tonnellate nel 2015 e 229.180 tonnellate nel 2014: è evidente che la convenienza alla importazione da oltre oceano dipende dai costi di nolo e dalla fluttuazione delle valute e l’indebolimento dell’Euro non ha favorito le importazioni dal Canada.

Il rapporto non indica che l'Italia abbia importato pellet dagli Stati Uniti l'anno scorso, in ogni caso gli USA si caratterizzano particolarmente come un forte produttore di pellet industriale.

 

 

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Pubblicato da Debora De Carlo