Il pellet è per molti un oggetto misterioso, che viene venduto a sacchi e, durante l’inverno, permette alla stufa di funzionare al meglio, tenendo caldo il nostro appartamento. Ma questo prodotto così economico, poco ingombrante e dall’alta resa, da cosa è composto? Come viene prodotto il pellet? 
La risposta a questa domanda è molto semplice, ma occorre conoscere bene questo combustibile in tutte le sue forme, per avere un quadro più completo e sapersi orientare in modo efficace sull’acquisto.
 
Che cosa è il pellet?
Innanzitutto diamo una definizione univoca del pellet. Si tratta di segatura esiccata e pressata sotto forma di piccoli cilindretti, che si presentano dunque con il vantaggio di essere un prodotto naturale, ricavato spesso dagli scarti della lavorazione del legno e dunque può essere un elemento di recupero e di riciclaggio di materiali naturali lignei di scarto.
 
La qualità del pellet
Cosa valutare per scegliere il miglior pellet in commercio? Ecco un elenco di fattori da valutare ma che non sempre è facile da cogliere in etichetta:
  • la provenienza del pellet: è preferibile che provenga da stabilimenti che utilizzano solo legno vergine di primo taglio;
  • la materia prima deve essere esente da collanti chimici di ogni genere;
  • meglio scegliere cilindretti lucidi, dal diametro costante e ridotto. Le dimensioni ideali sono intorno ai 6 mm. Più piccoli sono i cilindri e maggiore sarà la quantità di combustibile che riuscirà a entrare nel bruciatore;
  • il residuo di ceneri prodotto dovrebbe essere sempre inferiore all’1%, meglio se intorno allo 0,77%;
  • i quantitativi di cloro dovrebbero essere bassi (0,02), e sempre indicati in etichetta;
  • assenza di zolfo (quantità rilevata in etichetta inferiore allo 0,01%). La presenza di zolfo potrebbe indicare presenza di plastiche, additivi o composti chimici di varia natura;
  • percentuale di umidità che, nell’ideale, dovrebbe aggirarsi intorno all’8% o essere inferiore. Evitate di comprare pellet con un’umidità superiore al 10%;
  • il potere calorifico è un fattore cruciale per determinare il miglior pellet. Una quota ottimale è intorno alle 4.700 – 5.000 kcal/kg;
  • scegliere pellet in confezioni integre;
  • scegliere solo pellet certificato che indichi la provenienza. 
Come viene prodotto il pellet?
La provenienza del materiale è molto spesso riservata a falegnamerie e segherie. La materia prima è anticipatamente selezionata, essiccata e pulita dalle impurità, per ottenerne una qualità costante, con un’umidità residua ben determinata (circa 15%); la preparazione prevede inoltre una selezione di specie di legno più tenere (abeti, conifere) ed una certa omogeneità qualitativa e dimensionale; la maggior accuratezza di questa preparazione si traduce in una miglior qualità del prodotto finito e in minor consumo di energia per la produzione.

pelletI trucioli di legno e la segatura vengono raccolti e immessi in speciali presse, dalle quali escono sotto forma di lunghi spaghetti che vengono a loro volta tagliati in piccoli cilindretti e, tramite una coclea, indirizzati verso le vasche di essiccamento naturale, che avviene al semplice contatto con l’aria. La pressatura agisce sulla materia prima, trasformando la lignina in collante che riveste le fibre di cellulosa: ciò permette di evitare l'uso di collanti artificiali. 

 
Per conferire al materiale una certa resistenza all’abrasione si usa aggiungere sostanze naturali (amido e farina) che facilitano anche la pressatura, in ragione di un massimo normato del 2%; agli effetti pratici si usa un'aggiunta di non più del 0,5%. La normativa prescrive inoltre che le polveri del prodotto non superino l'1%, perciò, prima dello stoccaggio, si setaccia il prodotto eliminando polveri e altri resti. A fine essiccamento è necessario liberare il pellet dalle polveri accumulatesi naturalmente, in quanto la normativa prevede che le stesse non possano superare il 1% dei volumi e del peso del combustibile immesso sul mercato.
 
Per la sua lavorazione e per la preparazione alla vendita, i consumi di energia equivalgono al 2,7% rispetto al potere calorico finale, una quantità nettamente inferiore a quanto occorre per produrre gasolio e metano, laddove la percentuale è rispettivamente del 12% e del 10%.
 
Installare in casa propria una caldaia a pellet, pertanto, non rappresenta solo un risparmio in termini monetari, ma anche una presa di coscienza ecologica per fare vivere meglio noi stessi e il pianeta, pur senza rinunciare a tenere calde le nostre case o a produrre l’acqua sanitaria necessaria ai nostri bisogni quotidiani.
 
Attenzione alle certificazioni
Le certificazioni rispettano precise normative europee. Queste vanno rilasciate dopo opportuni controlli e analisi chimiche, per esempio:
  • verificando che il pellet sia completamente privo di composti chimici artificiali come formaldeide o residui di vernici;
  • testando il potere calorifico;
  • testando il residuo di ceneri;
  • controllando la durevolezza;
  • accertando l’assenza di radioattività.
Ad affiancare le certificazioni non mancano le classificazioni. Di recente è stata introdotta una classificazione europea con la certificazione ENplus.
La certificazione ENplus del pellet fa riferimento alla norma EN 14961-2:2011. Questa certificazione viene rilasciata solo dopo aver esaminato accuratamente tutta la filiera produttiva:
  • produzione o ricezione della materia prima (truciolato, segatura, residui vari della lavorazione del legno);
  • raccolta e stoccaggio;
  • pressatura;
  • confezionamento;
  • test di combustione;
  • distribuzione del pellet (immissione del pellet sul mercato).
La certificazione ENplus vede tre differenti classificazioni, A1, A2, B.
La classificazione A1 è in assoluto la migliore, indica un pellet dalla combustione pulita e con un residuo di ceneri massimo dello 0,7%. Con la A2 il residuo di cenere arriva fino all’1,5%, mentre con la certificazione della Classe B la combustione non è completa e si ha un residuo di ceneri fino al 3%.  Nella Classe A1 e A2 la materia prima impiegata è priva di corteccia mentre nella Classe B si può ritrovare anche corteccia.
 
Il giusto acquisto
Non vi resta dunque che scegliere un pellet di ottima qualità da acquistare, magari scegliendo il periodo migliore per risparmiare sul prezzo.  È possibile, ad esempio, puntare sull’acquisto di pellet prestagionale, che comporta un significativo risparmio. Se volete approfondire l'argomento, potete leggere anche "Offerta di pellet prestagionale: 4 consigli per utilizzarne al meglio i vantaggi" e "4 buoni motivi per acquistare pellet prestagionale online".
 
 

 

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Scritto da Maddalena Sofia