Le essenze di legno per la produzione del pellet, sono molto varie e con caratteristiche molto diverse tra loro. Il legno è uno dei materiali più preziosi offerti dalla natura. È l’unica fonte di energia presente in natura realmente rinnovabile e, se bruciata correttamente, emette la stessa quantità di anidride carbonica, che verrà assorbita da altre piante attraverso le foglie, mediante il processo di fotosintesi clorofiliana, per produrre altre sostanze nutritive per la pianta e ossigeno per l’ambiente. Molte persone hanno scelto di utilizzare il pellet non soltanto per fini ecologici, ma anche per questioni di carattere economico. Il risparmio energetico derivante dall’utilizzo di una stufa a pellet, in riferimento a una stufa a legna, è essenzialmente legato al diverso potere calorifico dei due combustibili; quello della legna, infatti, è inferiore; si deve poi considerare che i costi del pellet sono decisamente più bassi di quelli relativi ai combustibili di origine petrolifera.
 
Qual è il pellet più adatto?
Spesso un tipo di pellet è adatto ad un particolare scopo: l'utilizzo in caldaie, in centrali termiche o in stufe casalinghe. Lo stesso pellet può fornire rese differenti tra diversi modelli di stufe, talvolta anche nell'ambito della stessa marca. Non è quindi possibile definire il pellet migliore per tutti gli usi: esiste solo un pellet più adatto per un particolare uso.
 
Essenze dure
Appartengono alla categoria dei legni duri le specie che provengono prevalentemente dalle latifoglie, tra cui: il faggio, il castagno, la betulla, il rovere, l’olmo, il carpino e l’acero, con un peso di circa 350 – 400 kg/m3. Creano una combustione con fiamme corte e durevoli, sono ideali per il riscaldamento e sono meno resinosi rispetto ai legni dolci, come il pino, il larice e l’abete, che provengono invece dalle conifere.
 
Potere calorifico di alcune specie legnose dure con umidità residua del 12%, espresso in Kcal/Kg
 
ESSENZA DURA POTERE CALORIFICO Kcal/Kg
ACERO 4607
BETULLA 4968
CARPINO 4640
CASTAGNO 4599
FAGGIO 4617
FRASSINO 5350
ROBINIA 4500
ROVERE 4631
 
 
Essenze dolci
Appartengono alla categoria dei legni dolci le specie che provengono prevalentemente dalle conifere, tra cui: il larice, l’abete, il pino. 

come scegliere il pellet

Nella categoria delle essenze dolci rientrano anche il pioppo e il salice, con un peso di circa 300 – 350 kg/m3. Le essenze dolci si accendono con più facilità e, anche se sprigionano un calore più forte, bruciano velocemente, le fiamme sono lunghe e meno durature. Tra le qualità migliori troviamo sicuramente il pellet di abete e il pellet di abete bianco.  Creano però più residuo resinoso rispetto alle essenze forti, per cui se sono impiegate per stufe e camini, occorre pulirli più spesso. Una specie da evitare, sia per il riscaldamento che per la cottura, è il cipresso, conifera che brucia troppo rapidamente, lascia una gran quantità di cenere carbonizzata, sporca tantissimo la canna fumaria e non riscalda particolarmente. 
Tra le essenze dolci non conifere, suggeriamo il ciliegio, che è adatto sia per il riscaldamento che per la cottura.
 
 
Potere calorifico di alcune specie legnose dolci con umidità residua del 12%, espresso in Kcal/Kg:
 
ESSENZA DOLCE POTERE CALORIFICO Kcal/Kg
ABETE BIANCO 4650
ABETE ROSSO 4857
ABETE DI DOUGLAS 5030
LARICE 4050
ONTANO NAPOLETANO 4700
PINO MARITTIMO 4952
PIOPPO 4130
 
 
Scegliere il giusto pellet
Anche nella scelta del pellet, che ricordiamo viene ricavato della segatura del legname puro, ossia non verniciato, occorre prestare molta attenzione: ne esistono svariati tipi e le essenze più usate sono l'abete, il faggio e il rovere. Il pellet formato da segatura di abete, provenendo da un legno tenero, si accende con molta facilità, ma la combustione non è molto durevole, il pellet di rovere richiede maggior tempo per l'accensione, ma le fiamme durano più a lungo, il pellet di faggio è considerato uno dei migliori, sia per rendimento che per durata della combustione. C'è poi il pellet misto faggio-abete che ha una buona resa termica e rilascia una quantità modesta di cenere residua.
Le specie di qualità sono quelle che hanno una superficie liscia e lucida e una lunghezza dei pezzi che non supera i 30 millimetri; al momento dell'acquisto del pellet è necessario accertarsi che sia certificato, controllando se sulla confezione sia riportata la sigla DIN 51731 o O-NORM M7135 o DIN PLUS, oppure che sia contraddistinto dal marchio Pellet Gold.
Vi sono dei particolari accorgimenti per riconoscere un buon pellet: se immergendo un cilindretto in acqua, questo affonda e si disfa, vuol dire che contiene additivi e leganti chimici, le cui emissioni, non solo sono inquinanti, ma possono provocare dei danni al funzionamento della stufa o del camino; inoltre, se durante la combustione vengono rilasciati strani odori, diversi da quelli del legno, è indice della presenza di vernici. Esistono delle nuove varietà formate da sostanze vegetali, come il mais, il nocciolino di oliva, i gusci di nocciole e di mandorle, ma sono ancora in fase di studio e di sperimentazione per verificarne la resa e l'eventuale propagazione di fumi non compatibili con gli apparecchi di combustione.
 
Pellet di faggio o pellet di abete
Tra tutte le essenze utilizzate per produrre il pellet, i consumatori hanno un’indiscutibile preferenza per il pellet di faggio e per il pellet di abete (spesso è anche possibile trovare sul mercato soluzioni miste). Ma qual è il migliore per il riscaldamento domestico?
Le differenti caratteristiche del legno di faggio rispetto a quello di abete fanno sì che i combustibili che ne derivano abbiano peculiarità diverse. Si tratta, tuttavia, di due ottime essenze con un potere calorifico simile; per la scelta definitiva vi consigliamo di assicurarvi più che altro che il legname di origine non sia stato trattato chimicamente (per approfondire, vi consigliamo di leggere il nostro articolo relativo alle certificazioni del combustibile "Certificazione del pellet : En Plus, Din Plus, Önorm, Pellet Gold") e che quindi non sprigioni alcun tipo di sostanza nociva alla vostra salute.
Oltre a questo aspetto, è importante considerare che la resa del combustibile dipende molto anche dalla stufa all’interno della quale viene utilizzato; l’ideale sarebbe provare sia il pellet di faggio che quello di abete per verificarne il rendimento in base al tipo di impianto che possedete e decidere solo in un secondo momento qual è il tipo di essenza più adatta alle vostre esigenze.
 
 
 

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