Caratteristiche del locale caldaia

 

Quando si ristruttura la casa è necessario prestare particolare attenzione anche al locale caldaia. Un intervento che lo renderà funzionale ma soprattutto conforme alle normative vigenti. Le leggi pongono dei vincoli per tutelare la sicurezza degli edifici e dunque delle persone che vi abitano. E’ fondamentale attenersi e rispettare la legge che riguarda l’ubicazione ma anche le caratteristiche del locale vero e proprio in cui deve essere installata la struttura. In questo articolo tenteremo di definire le regole fondamentali per organizzare al meglio lo spazio adibito a questo utilizzo. Per la manutenzione dell’impianto, suggeriamo l’articolo: “Quando effettuare la revisione della caldaia e quanto viene a costare”.

 

Quali aspetti osservare per organizzare il locale caldaia?

 

Le norme variano a seconda del tipo di apparecchio da posizionare e se si tratta di un’installazione in una villetta singola o in un condominio. Il locale caldaia dove installare un generatore termico, dovrà sempre attenersi alle norme di sicurezza antincendio, in qualsiasi edificio verrà ubicato. Per riorganizzare un locale

caldaia a norma è necessario osservare: la collocazione del locale, la ventilazione naturale, l’accesso al locale e la resistenza al fuoco. Per chi dispone di una caldaia a metano è molto importante verificare la ventilazione naturale, ovvero il riciclo dell’aria tra interno ed esterno, in quanto questo combustibile pesa meno dell’aria e di conseguenza tende a salire nella parte alta del locale. La corretta ventilazione consente, in caso di perdite di gas, di non creare accumuli estremamente pericolosi. In una casa singola l’individuazione del locale caldaia è più facile da prestabilire rispetto ad un condominio, l’importante è attenersi a questi standard per assicurarne la corretta funzionalità e sicurezza.

 

La caldaia va installata all’esterno o all’interno dell’edificio?

 

Il locale caldaia può essere adibito in cucina, in bagno o in un locale apposito facendo sempre riferimento alla norma UNI CIG 7129/15, norma UNI per gli impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione.

 

Per chi installa una caldaia in esterno, deve dotare il locale dove verrà posizionata di precisi requisiti per tutelare l’impianto dalle condizioni climatiche avverse. Ricordiamo che è severamente vietato posizionare il locale caldaia in una zona a rischio incendio come per esempio il garage. Secondo la normativa vigente, non è permessa l’installazione di canali di fumo, di scarichi di fumi o di aspirazione dell’aria comburente. In ultimo, per un locale caldaia in esterno lo spazio dedicato deve essere parzialmente coperto o totalmente chiuso. In commercio troviamo anche soluzioni pratiche come i box per caldaia coibentati e prefabbricati. In qualunque caso il locale deve essere dotato di porta antiincendio più larga dello standard di almeno 20 cm e le griglie di ventilazione devono essere in materiale incombustibile.

 

A questo punto, a parità di possibilità di scelta nella propria abitazione, è consigliabile organizzare un locale caldaia all’esterno o all’interno dell’edificio? Tendenzialmente un impianto posizionato all’interno ha prestazioni migliori rispetto ad uno installato all’esterno dell’edificio.

 

Dove collocare il locale caldaia in condominio?

 

L’organizzazione e la locazione del locale caldaia secondo le normative vigenti in una casa singola è una scelta ponderata del solo proprietario. Altro discorso è selezionare lo spazio adatto in un edificio condiviso come un condominio. In questo caso si deve valutare dove posizionarlo applicando la disciplina che riguarda le distanze nelle costruzioni, ed in particolare quella che prevede un intervallo di almeno un metro dal confine nel caso di posizionamento di tubi di gas e simili. A questa normativa si affiancano quelle previste dal codice civile in tema di condominio. Riportiamole nel dettaglio: “Ciascun condomino può utilizzare la cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne uso in base al proprio diritto; ciascun condomino di propria iniziativa può apportare modifiche alla cosa comune. In quest’ultimo caso, però, ci devono essere due condizioni: le spese per gli interventi di modifica devono essere a carico del condomino che vuole effettuare l’intervento e le modifiche devono essere necessarie al miglior godimento della cosa.”

Scritto da: Elena Bittante per Biomassapp.

 

Ti è piaciuto questo articolo? 

Lascia un commento

Accedi o Registrati
Pubblicato da Antonella Marinelli