Precauzioni per utilizzare senza problemi il camino in città

 

Avere un camino in casa è un privilegio: riscalda, arreda e crea un’atmosfera unica. Una consuetudine per le abitazioni in campagna e in montagna, un sogno per chi abita in citta e lo vorrebbe nella propria casa o nel proprio appartamento. Ma quali sono i limiti e i vincoli per installare un sistema di riscaldamento a biomassa nei grandi centri urbani, soprattutto nei condomini? In questo articolo approfondiremo quali sono le soluzioni e normative previste sottolineando le dovute accortezze.

Il camino in città non è solo un desiderio per l’arredo domestico e per creare atmosfera, è anche una valida alternativa agli impianti di riscaldamento a gas o a metano. Questo articolo vi indicherà alcuni suggerimenti utili per scegliere l’impianto più adatto alla vostra casa, qualunque sia la location. Cerchiamo ora di approfondire come gestire l’installazione di un camino in città e quali sono le accortezze da non sottovalutare per non avere problemi di sicurezza e con i vicini di casa.

 

Il punto di riferimento: la normativa UNI 10683

 

La normativa UNI 10683 è entrata in vigore nell' ottobre del 2012; definisce i requisiti necessari per gli impianti di potenza inferiore ai 35 Kw destinati al riscaldamento dell'ambiente o alla produzione di acqua calda sanitaria. Delinea inoltre le corrette informazioni per la sicurezza dell’installazione della struttura e per la salute dell'uomo e dell'ambiente. Al suo interno troviamo anche delle utili indicazioni relative al divieto di scaricare i fumi della combustione in aree urbane, con particolare riferimento ai centri storici e a particolari zone della città. Una parte della normativa specifica l’obbligo di utilizzo di una canna fumaria che arrivi al di sopra del tetto dell'abitazione, per ulteriori informazioni in merito all’argomento consigliamo l’articolo “Impariamo a conoscere la normativa della canna fumaria”.

 

Il camino in città: cosa non sottovalutare

 

Per installare un camino in città, una stufa o un altro impianto a biomassa, è necessario seguire le regole prestabilite e il buon senso del vivere comune. La maggior parte delle abitazioni nelle grandi città sono appartamenti, questo implica il divieto per i condomini di eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio: trattandosi di una proprietà comune, non si possono trascurare le buone regole di convivenza e il rispetto degli altri.

Passiamo ora all’aspetto pratico per l’installazione di un impianto a biomassa in condominio. La prima cosa da effettuare è la verifica delle canne fumarie nell’edificio controllando se esistono già e se possono essere utilizzate. Nel caso in cui non siano presenti e si necessiti di installare una nuova canna fumaria, bisogna assicurarsi che il regolamento condominiale permetta di forare parti comuni dell’edificio come le pareti e il solaio per raggiungere il tetto. Chi vive all’ultimo piano, in questo caso, è il più fortunato in quanto la canna fumaria deve “bucare” solo il solaio e raggiunge direttamente il colmo del tetto. Se l’appartamento non si trova all’ultimo piano ma in quelli intermedi, l’alternativa è un tubo “a parete” che raggiunge direttamente una canna fumaria ancorata al muro esterno dell’edificio.
Nel caso la canna fumaria sia presente nell’edificio, è necessario realizzare un raccordo fumi con un determinato andamento per raggiungerla.

Specificati questi aspetti relativi alla canna fumaria, è bene ricordare che ogni generatore di calore deve smaltire i fumi attraverso il proprio impianto.
Si raccomanda di escludere le installazioni “a parete” in quanto i fumi vanno sempre scaricati per legge: la combustione genera sostanze nocive per la nostra respirazione. Delineati questi punti fondamentali per l’installazione di un camino in città a biomassa, esistono altre opzioni per riscaldare e creare la giusta atmosfera?

 

Le alternative per un camino in città

 

Per chi desidera una soluzione diversa, originale e sicura, l’installazione di un bruciatore a bioetanolo con misure di sicurezza elettroniche potrebbe essere la proposta ideale. L’installazione di un camino a bioetanolo non richiede una canna fumaria, la resa è ottimale e di grande impatto visivo: le fiamme vengono gestite con un semplice dispositivo, basterà il tocco di un pulsante per regolare l’impianto e creare atmosfera.

Un’altra brillante alternativa è l’installazione del camino a vapore acqueo, particolarmente indicata per gli ambienti moderni e gli appartamenti lussuosi. Una proposta scenica per le case più ricercate, un’alternativa completamente differente al classico camino. Si tratta di “fiamme fredde”: questo particolare impianto proietta delle fiamme 3D a colori. Non produce fumo, né gas pericolosi ed è completamente ecologico poiché utilizza esclusivamente acqua.

Alternative originali a parte, il sogno dei più di installare un camino in città, una stufa a pellet o qualsiasi altro impianto di riscaldamento a biomassa non è impossibile. In ogni caso si tratta di un’operazione da seguire con tutte le dovute cautele ed attenzioni, attenendosi sempre alla legge e al buon senso civico.

 

Scritto da: Elena Bitante per Biomassapp.

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Pubblicato da Antonella Marinelli