Su come accendere il camino, le nostre nonne potrebbero farci scuola e insegnarci tutte le tecniche, gli accorgimenti e i segreti necessari...eppure c'è chi non ne è così sicuro!
Sul web e su YouTube stanno spopolando video tutorial sulla nuova tecnica di accensione del fuoco dall'alto, che avrebbe indubbi vantaggi in termini di ottimizzazione del combustibile e di emissioni nocive. Ma sarà fondata questa nuova tendenza? Continuate a leggere per saperne di più.
 
Come accendere il camino dall'alto
Se è vero che la tecnologia e la scienza fanno ogni giorno passi da gigante e che dal metodo dell'archetto ci siamo molto evoluti, su alcune abitudini siamo un po' restii a cambiare strada. Soprattutto se esse affondano le radici nelle consuetudini tramandate nel tempo di generazione in generazione.
I nostri nonni non avrebbero alcun dubbio: il fuoco si accende dal basso! Si comincia con il posizionare all'interno del camino le ramaglie e la legna sottile secca, per poi procedere a ricoprirla con i ciocchi man mano più grandi, avendo l'accortezza di lasciare un po' di spazio fra un tronco e l'altro affinché possa circolare aria sufficiente alla combustione. Una volta piazzata la legna, si dovrebbe procede con l'accensione della fiamma rigorosamente dal basso, con l'aiuto di un accendifuoco (ad esempio, la diavolina o un blocchetto legnoso ecologico).
Ma youtubers ed esperti del settore sono pronti a giurare che il metodo migliore per accendere il fuoco funzioni esattamente al contrario! Secondo questa tesi, quando la legna brucia dall'alto verso il basso emetterebbe meno fumi e, di conseguenza, meno sostanze nocive. Già pochi minuti dopo l'accensione, sarebbe possibile osservare proprio la scomparsa del fumo all'interno della bocca del fuoco.
Seguendo questo metodo, la legna grossa va collocata alla base della camera di combustione. Possibilmente, i primi due pezzi vanno posizionati perpendicolarmente alla presa d'aria sottostante, in modo da agevolare la circolazione dell'aria stessa all'interno della bocca del fuoco. Il modulo d'accensione deve essere posto al di sopra della legna accatastata, e andrà a generare una combustione lenta e controllata. All'interno della camera, la temperatura si alzerà in fretta e perciò la fiamma produrrà sensibilmente meno fumo e polvere. 
Volendo contravvenire alle regole non scritte della tradizione ancestrale, potreste provare ad accendere il camino dall'alto per vedere se effettivamente funziona meglio rispetto alla tecnica classica; in ogni caso, non potrete prescindere dalle regole basilari per avere una combustione perfetta.
 
Legna da ardere, accendifuoco e aerazione: qual è la combinazione giusta? 
Le regole su come accendere il camino sono abbastanza semplici da seguire, ma non banali. Ci sono tre elementi fondamentali a cui prestare attenzione per far sì che la combustione sia ottimale:
  • tipo e stagionatura della legna da ardere;
  • modulo di accensione;
  • regolazione dell'aria all'interno dell'impianto.
Come abbiamo già visto nel nostro precedente articolo "Qual è la migliore legna da ardere?", la legna da ardere per accendere il camino deve avere un tenore di umidità tra il 15 e il 20%, pertanto deve essere stagionata da un minimo di 6 mesi a un massimo di 18-24 mesi. Il tempo che occorre per stagionare la legna varia a seconda se l'essiccazione viene effettuata nei mesi dell'anno più freddi o in quelli più caldi, oppure a seconda se essa avviene al chiuso o all'aperto. 
Per quanto riguarda la tipologia di legno da utilizzare, sconsigliamo di scegliere il castagno e il pino, poiché il primo scoppietta e il secondo è troppo resinoso per essere utilizzato nel camino. L'ideale sarebbe bruciare la quercia, che è composta da un legno abbastanza resistente alla fiamma e che ha una durata di diverse ore poichè non troppo reattivo al fuoco (come può essere invece il faggio). La quercia, inoltre, produce molta brace che, oltre a mantenere il calore all'interno dell'impianto, può anche essere utilizzata per le vostre grigliate di carne o pesce!
La scelta del modulo di accensione è molto importante soprattutto per le emissioni nocive che potrebbe sprigionare. Una cattivissima abitudine, dannosa per l'ambiente e per la salute, è quella di utilizzare la carta da giornale o atri tipi di cartone e materiali cartacei destinati alla pattumiera per accendere il fuoco. Soprattutto chi ha intenzione di riutilizzare la cenere del fuoco come fertilizzante per il terreno dovrebbe optare per un accendifuoco ecologico ed ecocompatibile; l'ideale sarebbe utilizzare rametti secchi e ramaglie di legno non trattato
Ultimo accorgimento, ma non meno importante: occorre porre attenzione a che all'interno della camera di combustione ci sia aria sufficiente alla combustione, sia in termini di spazio tra un ciocco e l'altro e sia nella regolazione delle prese d'aria.
I moderni sistemi di riscaldamento a legna (come termocamini e stufe a legna) hanno di solito due valvole per regolare l'ingresso dell'aria, denominate in gergo "aria primaria" e "aria secondaria". L'aria primaria è di solito quella posizionata al di sotto della camera di combustione e molto spesso coincide con il cassetto delle ceneri, che pertanto deve essere mantenuto sempre pulito. L'aria secondaria è solitamente regolata da una manopola collegata ad un'apertura posta al di sopra della bocca del fuoco. La circolazione dell'aria deve far sì che la fiamma sia sempre viva al fine di produrre il calore necessario a riscaldare la vostra abitazione.
Coniugando tradizione e innovazione e seguendo i nostri consigli riuscirete a trovare il metodo migliore per accendere il camino e godervi una rilassante tisana accanto al fuoco!
 

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Scritto da Maddalena Sofia