Scritto da Gianclaudio Iannace
 
È da poco terminato l’inverno e già i più avveduti iniziano a guardarsi intorno per capire a che prezzi quest’anno verrà proposto il pellet in prestagionale.
L’anno scorso il pellet non è stato disponibile in modo regolare nel corso dell’inverno e abbiamo assistito a periodi di difficoltà di approvvigionamento e di prezzi tendenti al rialzo.
La motivazione addotta a questa problematica è stata quella di un maggior consumo di pellet da parte dei Paesi produttori e conseguentemente una minore disponibilità di prodotto per l’esportazione verso l’Italia che rimane e rimarrà un Paese forte consumatore ma debole produttore.
Il rafforzamento del dollaro canadese rende inoltre meno interessante, da un paio di anni, l’importazione dal quel Paese e il costo container, dopo qualche anno di prezzi in discesa, sembra dare qualche cenno di rialzo.
Tutto questo dovrebbe portare ad un prezzo ancora piuttosto sostenuto e a prevedibili fenomeni di non ampia disponibilità del pellet.
Un'incognita sulla tenuta dei prezzi del pellet è naturalmente quanto il prossimo inverno sarà rigido: questo nessuno può dirlo.
Per questo motivo meglio “bilanciare” gli acquisti riservando al pellet prestagionale (che ricordiamo dura da maggio a fine luglio/agosto) solo una parte del nostro budget di spesa annuale, diciamo un 50%.
 
Quanto è giusto spendere per il pellet nel periodo prestagionale?
Un'aspettativa ragionevole è quella di comprare il pellet in offerta prestagionale con un 10-15% di sconto rispetto al prezzo “pieno” invernale: se gli ultimi prezzi di vendita per un pellet certificato ENplus A1 si è aggirato tra € 5 e € 5,30, si può attendere un prezzo del pellet in prestagionale a € 4,40 - 4,50.
In ogni caso, nel corso del mese di maggio, si stanno formando i prezzi del pellet in prestagionale e per fine mese sarà più chiaro quali saranno le condizioni di offerta per il pellet certificato e per il pellet non certificato.
Un’altra tendenza, che potrebbe influenzare il mercato, è la grande attenzione al problema delle polveri sottili, PM10 in testa.
I produttori di impianti per la produzione di calore e le stesse associazioni di categoria come ad esempio AIEL, nel cercare di non subire le contestazioni di chi vede nella combustione di prodotti derivati dal legno un fattore di criticità nella produzione delle polvere sottili ed in particolare delle PM10, stanno cercando di promuovere l’utilizzo di pellet certificato, così come per legna e cippato (ricordiamo la certificazione Biomassplus per legno e cippato da parte di AIEL).
Considerando la forte sensibilità ambientalista del nostro Paese e la relativa differenza di prezzi tra prodotti certificati e non, queste campagne dedicate ad un utilizzo di pellet certificato, potrebbero determinare un maggior consumo di pellet certificato.
Gli stessi produttori di stufe, termocamini, caldaie, stanno sempre più promuovendo l’utilizzo di combustibili di qualità.
Certo è che si dovrà importare tanto pellet anche nel corso del 2018-2019: l’Italia continua ad essere un debole produttore di pellet.
I problemi sono sempre gli stessi: costo dell’energia alto, costo della mano d’opera alto e difficoltà nel reperire il legno a costo competitivi.
Il nostro Paese infatti non ha ancora definito una precisa e innovativa politica delle risorse boschive e insomma tutti e tre i fattori della produzione (energia, mano d’opera e materia prima) così critici, non fanno pensare ad una possibilità per il nostro Paese, di entrare nel club dei forti produttori internazionali di pellet, mentre è sicuro che di pellet se ne continuerà a consumare tanto anche in questo anno. 
Uno dei fattori di successo del pellet è stato certamente la tendenza rassicurante ad un prezzo sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni: dobbiamo pensare che questo trend continui?
C’è da sperare di si, altrimenti i consumatori inizieranno a guardarsi intorno alla ricerca di biocombustibili più economici e magari favoriti da una IVA non al 22% come nel caso del pellet, ma al 10% come per il nocciolino e la legna.
Ma la tendenza sembra essere quella di un rialzo del prezzi….fate le vostre scorte di pellet prestagionale!
Per saperne di più, vi segnaliamo il nostro precedente articolo "Offerta di pellet prestagionale: 4 consigli per utilizzare al meglio i vantaggi".

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Pubblicato da Maddalena Sofia