Guida all’acquisto della stufa ventilate

 

La stufa è un prodotto che non passerà mai di moda, soprattutto se consideriamo che i prezzi delle utenze sono raddoppiati rispetto all'inflazione. Secondo Federconsumatori infatti negli ultimi dieci anni le spese di luce, acqua, gas e rifiuti hanno visto un aumento medio del 32,7% a fronte di un'inflazione nel medesimo periodo del 15,1%. I costi dunque aumentano, e non c’è da stupirsi che sempre più famiglie cercano nei biocombustibili un alleato per l’abbattimento delle spese domestiche, il quale ha portato ad un nuovo incremento dell’utilizzo di impianti ecosostenibili. Se la stufa in questo campo è padrona, l’utilizzo di nuove tecnologie per migliorare la sua efficacia la rendono ancor più appetibile per molti consumatori. Un esempio di questo connubio tra antico e moderno è la stufa ventilata, la quale riesce a produrre e propagare il calore sviluppato nella camera di combustione anche a diversi metri di distanza in maniera rapida e con una bassa dispersione termica. In questo articolo prenderemo in considerazione la stufa ventilata ed il suo funzionamento, e vedremo quali caratteristiche deve avere questo tipo di impianto per poter soddisfare al massimo le nostre esigenze.

 

Come funziona la stufa ventilata

funzionamento stufa ventilata

La propagazione dell’aria calda prodotta dalla stufa ventilata nell’ambiente domestico può essere effettuata in due modi; tramite convenzione naturale e tramite canalizzazione (per approfondire quest’ultimo concetto vedi Guida all'acquisto della stufa a pellet canalizzata).

Se una stufa canalizzata utilizza appunto un impianto di canalizzazione e delle apposite ventole per la propagazione dell’aria calda nei vari ambienti domestici, la stufa ventilata a convenzione naturale sfrutta invece i naturali moti connettivi creati dalla differenza di temperatura tra correnti calde e fredde presenti nell’ambiente domestico per diffondere l’aria calda.

Indifferentemente dal metodo di propagazione dell’aria calda il principio di funzionamento della stufa ventilata è il medesimo. L’aria entrando in contatto con la camera di combustione della stufa viene riscaldata per poi essere immessa nell’ambiente circostante tramite appositi bocchettoni. Questo sistema di riscaldamento permette di avere un ambiente caldo e confortevole in poco tempo ed oltretutto, grazie alle caratteristiche dei moti convettivi, di far defluire l’aria calda anche negli angoli più remoti, ovvero quelli maggiormente soggetti durante i periodi invernali all’accumulo di umidità, prevenendo in questo modo l’eventuale formazione di muffa.

 

 

 

 

A cosa bisogna fare attenzione nella valutazione di una stufa ventilata

Come tutti gli impianti di riscaldamento anche la stufa ventilata, per poter sfruttare al massimo le proprie potenzialità, deve essere collocata nel giusto contesto. Prima di acquistare questo tipo di impianto infatti ci sono alcune domande che è bene porsi.

La prima di queste è se la grandezza della nostra abitazione si addice ad un sistema di riscaldamento compatto come può essere la stufa ventilata. Per ambienti grandi infatti una stufa ventilata a convenzione naturale può risultare non sufficiente per coprire tutta la superfice dell’abitato (soprattutto se questa presenta una fitta compartizione dell’ambiente), mentre una stufa canalizzata invece può far sorgere il problema degli ingenti lavori di installazione delle canalizzazioni. La stufa ventilata dunque è una soluzione ideale per ambienti medio/piccoli, con spazi unici e dotati di una buona isolazione termica.

stufa a pellet ventilata

Seconda domanda da porsi è inerente al tipo di combustibile che intendiamo utilizzare. Data l’alta domanda di questo impianto è bene sapere che il mercato offre le soluzioni più disparate per quanto riguarda l’alimentazione della stufa ventilata, il quale può oscillare dalla legna da ardere, pellet e anche cippato. Questo comporta ovviamente che la stufa ventilata necessita di una canna fumaria, il che la rende un prodotto che una volta installato non è facile spostare.

Per quanto riguarda gli optional pratici da cercare nel prodotto, oltre quelli dettati dal buon senso, come ad esempio la presenza del cassetto per la pulizia e rimozione della cenere, è bene cercare modelli con la funzione di regolazione della fiamma pe tenere sotto controllo i consumi, opzioni di regolazione della temperatura desiderata (a differenza della stufa canalizzata, la stufa a convenzione naturale per ovvi motivi non fornisce la scelta della diversificazione simultanea delle temperature per i vari ambienti domestici), e funzione di accendimento e spegnimento in remoto.

Oltre a questo bisogna tenere in considerazione anche il rivestimento stesso della stufa, il quale oltre ad influire sulle prestazioni in termini di accumulo termico (a tal proposito vedi stufa ad accumulo) può impattare in maniera consistente anche sul prezzo. In altre parole una stufa in maiolica, in ghisa, acciaio, pietra ollare, oppure in cotto o mattone avranno costi diversi a parità di prestazioni (la pietra ollare si presenta al momento come il materiale più costoso e dalle più alte prestazioni).

Per quanto riguarda i prezzi dunque questi oscillano abbondantemente a seconda del modello e della potenza. Generalmente un stufa ventilata può partire da 800 euro per poi salire a diverse migliaia di euro per modelli più complessi e di grandi dimensioni.

 

 

Tiriamo le somme: conviene la stufa ventilata?

Installare una stufa ventilata nella propria abitazione, soprattutto se a convenzione naturale, vuol dire sfruttare al massimo quello che ci viene messo a disposizione dall’ambiente circostante per un riscaldamento ecosostenibile ed economico. Il sistema di propagazione dell’aria calda ci garantisce la sua diffusione omogena per la totalità dell’ambiente nel quale la stufa è situata. Le cose si complicano un poco però per contesti grandi oppure ad alta compartizione, i quali possono ridurre o vanificare le potenzialità della stufa ventilata. Se scelta con cautela e installata nel giusto ambiente la stufa ventilata riesce ad alleviare di non poco le pressanti spese domestiche necessarie per sopperire al fabbisogno termico della nostra abitazione.

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

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Pubblicato da Antonella Marinelli