Guida all’acquisto della stufa ad accumulo

 

La storia della stufa ad accumulo è tanto vecchia quanto l’invenzione della stufa stessa. Ogni stufa infatti, indipendentemente dal combustibile e dal suo materiale di costruzione, ha sempre intrinsecamente avuto un elemento di accumulo o ritenzione termica. Esempio di questo è la stufa in ghisa con la sua storia secolare, la quale grazie alle sue peculiarità è sempre stata in grado di propagare il calore immagazzinato durante la combustione anche lunghi periodi dopo l’esaurimento del combustibile. Lo sfruttamento delle caratteristiche di accumulo della stufa sono state per molti anni trascurate in favore a sistemi di riscaldamento centralizzato, per poi essere riscoperte in tempi più moderni come conseguenza degli incrementi dei costi dei combustibili fossili e di una maggior preoccupazione verso l’ambiente. Le caratteristiche di accumulo termico delle stufe tradizionali ovviamente sono state raffinate, e se queste generavano e propagavano calore in maniera quasi simultanea, la stufa ad accumulo invece riesce ad emanare il calore generato dal combustibile in maniera uniforme e continuativa nel tempo, anche a focolare spento, fino a 24 ore di distanza.

 

Come funziona la stufa ad accumulo

La stufa ad accumulo, indipendentemente dal materiale con il quale è costruita (argilla refrattaria, ghisa, ceramica, pietra ollare, maiolica, ardesia etc.) ha la caratteristica di trattenere il calore prodotto dalla combustione e di rilasciarlo nell’ambiente circostante tramite irraggiamento. La differenza principale tra una stufa tradizionale ed una stufa ad accumulo sta proprio in questa particolarità, la quale è raggiunta grazie ad un doppio processo di combustione; combustione primaria 

funzionamento stufa ad accumulo

derivante dal combustibile consumato, e combustione secondaria, derivante invece dall’incendiamento dei gas di pirolisi prodotti dalla combustione primaria. Questi prodotti della combustione vengono mantenuti in circolo attraverso il sistema a serpentina della stufa, il quale garantisce sia il mantenimento dell’energia termica, sia il loro rilascio graduale nell’ambiente circostante. Questo processo fa in modo che la stufa ad accumulo riesca a rilasciare in maniera continuativa la stessa energia termica per lunghi periodi di tempo, senza né picchi né cali di calore, come invece succede con le stufe tradizionali.In questo articolo saranno analizzati i pregi ed i difetti della stufa ad accumulo, e verranno fornite alcune nozioni che potranno rivelarsi utili al momento dell’acquisto. Prima di procedure però è bene soffermarsi brevemente sul funzionamento di questo tipo di impianto.

 

A cosa fare attenzione nell’acquisto di una stufa ad accumulo

 

Per chi ha intenzione di installare una stufa ad accumulo nella propria abitazione, è necessario tenere a mente alcune considerazioni preliminari. Ci sono tre fattori che possono aiutarci a capire se una stufa ad accumulo è il prodotto giusto per soddisfare le nostre esigenze. Questi sono: fabbisogno termico energetico, tipo di combustibile, spazio a nostra disposizione.

Il combustibile che intendiamo utilizzare è inoltre un altro punto a cui fare attenzione. Come è stato già ripetuto in articoli precedenti (vedi stufa a cippato, guida all'acquisto della stufa a pellet canalizzata etc.) il risparmio è direttamente proporzionale alla disponibilità e al costo del combustibile. La stufa ad accumulo richiede un impegno non da poco, il quale può essere annullato se il combustibile di nostra scelta non è facilmente reperibile, economico ed oltretutto di ottima qualità. Come si può immaginare infatti per tutti gli impianti a biocombustibile, anche la stufa ad accumulo ha le potenzialità di farci recuperare le spese di acquisto iniziali con il tempo, le quali però possono essere ritardate o addirittura vanificate, da una scelta errata del biocombustibile.Il fabbisogno termico della nostra abitazione è calcolato mediante il 

stufa ad accumulo

rapporto tra la grandezza da riscaldare (moltiplicando i mq per l’altezza dell’ambiente) e il grado di isolamento termico (dato dalle Kcal necessarie a riscaldare 1 mq e rapportato poi dai Kw dell’impianto da noi scelto). Per chi non vuole perdersi in calcoli matematici ma vuole comunque sapere se la stufa ad accumulo è il prodotto giusto, è sufficiente chiedersi se l’ambiente che intendiamo riscaldare è abbastanza grande da necessitare un sistema di riscaldamento continuo e non intervallabile. Ambienti piccoli che si scaldano velocemente non sono l’ideale per questo tipo di prodotto il quale dà il meglio di sé in contesti medio\grandi che necessitano di una fonte di calore costante e non saltuaria.

Terzo punto: lo spazio a nostra disposizione. Se consideriamo il fatto che la capacità di accumulo della stufa è direttamente proporzionale con la sua massa termica le conclusioni saranno che più grande sarà la stufa migliore sarà il suo rendimento. Da qui si deduce che la stufa ad accumulo è un prodotto ingombrante, sia per dimensioni che per peso, e che poco si adatta a spazi ristretti. A questo si aggiunge la necessità di avere ulteriore spazio per lo stoccaggio del biocombustibile.

Per quanto riguarda le caratteristiche del prodotto invece il mercato ne offre una ampia scelta. Quelle a cui fare particolarmente attenzione però sono la capacità di poter regolare l’aria nell’impianto (che si riflette direttamente sulla combustione), la presenza del cassetto cenere estraibile per una facile pulizia, una grande bocca di carico in vetroceramica per tenere sotto controllo la fiamma (consistenza e colore di quest’ultima ci possono dire molte cose, a tale proposito vedi Come effettuare la pulizia vetro stufa a pellet e con quali prodotti), ed infine la possibilità di usare l’impianto per la produzione di acqua sanitaria (modelli a modulo d'acqua). Ovviamente questo ultimo punto è importante e deve essere tenuto particolarmente di conto a seconda delle esigenze dell’utente finale.

 

Difetti della stufa ad accumulo

 

Se i pregi della stufa ad accumulo sono molti, come l’elevato rendimento termico, la propagazione del calore per irraggiamento, le contenute spese di messa in funzione e di manutenzione, e la possibilità di utilizzare l’impianto per la produzione di acqua sanitaria, i difetti invece, sebbene pochi, sono comunque importanti.

Primo fra tutti il prezzo. Data la complessità del funzionamento e le dimensioni considerevoli la stufa ad accumulo ha un prezzo di partenza decisamente più alto rispetto alle stufe tradizionali. Per un modello base infatti si può partire dai 3000 euro per arrivare a superare i 10000 euro per modelli più complessi.

Le dimensioni ed il peso inoltre, come già accennato, sono decisamente due difetti se non disponiamo di ambienti spaziosi. Il peso della stufa ad accumulo infatti può oscillare dagli 800kg fino a superare le due tonnellate (diffidare dei modelli più leggeri). Come abbiamo notato infatti la capacità di accumulo della stufa è direttamente proporzionale alla sua massa. Questo è un problema per chi non risiede abitazioni singole, e sebbene anche il pavimento di un appartamento può senza ombra di dubbio reggere il peso di una stufa ad accumulo, il problema maggiore in questo caso si può avere con l’amministratore di condominio per ottenere i permessi necessari per l’installazione dell’impianto (e per il suo trasporto).

In fine è bene notare che la stufa ad accumulo può essere un investimento del tutto infruttifero se l’ambiente nel quale è installata non è propriamente isolato. Questo vale sia per ambienti vecchi, che per quelli nuovi dove è presente un elevate percentuale di cemento armato il quale è un ottimo conduttore termico.

 

Stufa ad accumulo: per concludere

 

Fino a non molto tempo fa le opzioni per riscaldare la propria abitazione si dividevano in sistemi di riscaldamento centralizzati e non. Con il tempo le cose si sono complicate e le opzioni a nostra disposizione sono moltiplicate, il che rende la scelta del giusto impianto di riscaldamento un compito arduo. La stufa ad accumulo è un modo per unire il fascino della tradizione con le ultime innovazioni in fatto di ecosostenibilità e risparmi. La sua alta temo conduttività, il suo peculiare sistema di accumulo ed irraggiamento ne fanno una soluzione ideale per combattere i sempre crescenti costi delle spese domestiche, tenendo comunque un occhio di riguardo per l’ambiente. La sua efficacia è comprovata, ma le esigenze che deve soddisfare vanno studiate attentamente e messe in relazione con le caratteristiche dell’ambiente dove vogliamo installarla. Il prezzo elevato, il peso, le dimensioni ed anche i costi di installazione non sono necessariamente difetti, ma deterrenti e spunti di riflessione che portano necessariamente a fare le proprie considerazioni prima di approcciarsi a questo tipo di impianto.

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

 

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Pubblicato da Antonella Marinelli