Quando si parla di biomasse ad uso energetico, si fa riferimento a una categoria di risorse i cui utilizzi sono ancora poco conosciuti e talvolta poco apprezzati. Il dibattito intorno a questi biocombustibili relativamente nuovi è ad appannaggio quasi esclusivo dei professionisti del settore. Eppure prenderne in considerazione l'utilizzo domestico o industriale, o entrambi, potrebbe aprire interessanti prospettive nel più ampio scenario delle energie rinnovabili. In questo articolo cercheremo di delineare le caratteristiche del controverso PKS (Palm Kernel Shell), il combustibile derivato dal nocciolino del frutto della palma da olio e che sta iniziando a prendere piede nel mercato italiano.
 
Ma partiamo dalle definizioni: che cos'è una biomassa?
Per biomassa si intende qualsiasi materiale di origine biologica (vegetale o animale) riutilizzato per generare energia, sia essa elettrica o termica. Nell'immaginario collettivo, parlando di biocombustibili e biomasse energetiche si pensa subito al pellet, il più famoso. Ma anche la legna da ardere è una biomassa molto utilizzata, come il cippato e molti altri materiali derivanti dal sottobosco, da scarti agroforestali o dall'industria agroalimentare.
Il riutilizzo di questi "scarti" evita la loro trasformazione in "rifiuti" e di fatto li reinserisce nel ciclo vitale del prodotto, facendo sì che possano essere valorizzati per produrre energia alternativa a quella derivante dai combustibili fossili, più costosi e inquinanti (per approndire rimandiamo all'articolo "Come passare dallo spreco energetico dell'economia lineare, alla gestione virtuosa dell'economia circolare con un App innovativa: www.biomassapp.it").
 
Che cos'è il PKS (Palm Kernel Shell)?
Tra i biocombustibili meno conosciuti e meno diffusi nel mercato italiano troviamo il PKS (Palm Kernel Shell), la nuova biomassa a basso costo e ad alta densità energetica. Esso si ricava dai gusci dei noccioli del frutto della palma da olio.

pks

La palma da olio è una pianta originaria dell'Africa, ma oggi è diffusa e coltivata in vaste zone tropicali anche del continente americano e soprattutto del Sud-est asiatico. Può raggiungere un'altezza di 30 metri e produce grossi grappoli sferici molto compatti che possono contenere fino a 2.000 frutti l'uno.
I frutti sono molto delicati e rapidamente deperibili, motivo per cui devono essere lavorati immediatamente dopo il raccolto; essi sono composti da un nocciolo duro e una polpa morbida, la quale contiene il 40-65% di olio. Proprio dai frutti, in effetti, si ricava un denso olio di colore rosso, mentre dai noccioli (semi) si ricava una sostanza burrosa nota come olio di palmisto. Per le caratteristiche dei suoi frutti, ricchi di grassi, è annoverata tra le piante più rilevanti da un punto di vista economico. 
 
Quali sono le caratteristiche del PKS (Palm Kernel Shell)?

palm kernell shell

Il combustibile PKS (Palm Kernel Shell) si ottiene dai gusci di nocciolino di palma da olio, un sottoprodotto della fabbricazione di olio di nocciolo di palma e di olio di palma. 
Il guscio di nocciolino di palma da olio è spesso e legnoso ed è quindi un ottimo combustibile per centrali a legna, centrali termoelettriche, centrali a biomassa e industria. Come gli altri biocombustibili, anche in questo caso si tratta di uno scarto vegetale con elevato potere calorifico e ottima resa. Lo schema seguente ne riassume le caratteristiche:
 
Potere calorifico 4,5-5,4 kW/kg
Umidità 8-10%
Residui di ceneri <1,5-2%
Dimensioni 4-20 mm
Volume 600kg/mc
 
Il PKS ha un potere calorifico stabile ed elevato che si attesta tra i 4,5 kW/kg e i 5,4 kW/kg. Il tasso di umidità è contenuto (8-10%), anche grazie alla naturale inclinazione dei gusci del nocciolo di palma, che risentono poco dei fattori ambientali esterni e assorbono pochissima umidità. Per questa sua caratteristica, lo stoccaggio del Palm Kernel Shell risulta particolarmente facile e pratico e può avvenire anche all'aperto. Rispetto ad altre biomasse, i residui di cenere del PKS sono bassi e possono variare dall'1,5% al 2%. Il Palm Kernell Shell, quindi, risulta particolarmente adatto all'utilizzo nel settore industriale come combustibile nelle caldaie a biomassa, oltre a rappresentare un'ottima soluzione per le caldaie residenziali, in quanto la resa è maggiore rispetto ad altre biomasse.
È difficile fornire dati precisi relativi al consumo di PKS, poichè molto spesso viene utilizzato in combinazione con altri biocombustibili, soprattutto cippato, per smorzarne l'umidità durante la combustione.
 
Problematiche logistiche ed etiche
Il PKS (Palm Kernel Shell) è una biomassa relativamente giovane, nel senso che soltanto negli ultimi anni ha trovato una via d'accesso ai mercati. Il problema fondamentale collegato alla sua produzione e alla sua commercializzazione riguarda sostanzialmente due aspetti, uno di natura logistica e l'altro di tipo etico.
La palma da olio cresce soltanto a determinate temperature; il clima ideale è quello dei bassopiani caldi e umidi a ridosso dell'equatore, con una temperatura media annuale compresa fra i 24° e i 27°, senza oscillazioni stagionali. I territori con queste caratteristiche  si trovano in Africa o in Asia, perciò chi volesse produrre e vendere PKS deve tenere conto  delle problematiche logistiche che possono derivare da una situazione del genere soprattutto in termini di trasporto delle materie prime (gusci) o del prodotto già lavorato. 
Il secondo aspetto da considerare è legato allo sfuttamento delle piantagioni di palma, lo stesso che alimenta il controverso dibattito sulla produzione e l'utilizzo dell'olio di palma. Uno dei maggiori problemi causati dalla coltivazione intensiva della palma da olio, realizzata per il 90% in paesi come Malesia e Indonesia, è il disboscamento del cuore verde dell'isola di Sumatra. In particolare, oltre agli inestimabili danni ambientali, il disboscamento comporta la riduzione dell'ambiente naturale di animali come oranghi, tigri ed elefanti, ridotti negli ultimi decenni a poche centinaia di esemplari per specie. 
Tutti questi motivi rendono ancora discutibile l'utilizzo del PKS (Palm Kernel Shell), ma per chi si occupa di biomasse ad uso energetico è sicuramente importante conoscere l'argomento in tutte le sue sfaccettature. 
 

 

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Scritto da Maddalena Sofia