nocciolino di sansa

Quando si parla di biomasse vegetali, comunemente si pensa all'utilizzo che tradizionalmente se ne fa relativamente agli impianti di riscaldamento (stufe, caldaie, camini), soprattutto sottoforma di pellet e legna da ardere.
Invece, le biomasse meno conosciute rappresentano una nuova frontiera nel mercato dei combustibili: prodotti come il cippato di legna, la sansa di olive, il nocciolino di sansa (solo per citarne alcuni) sono sempre più commercializzati e i consumatori sembrano sempre più apprezzarli per il loro basso costo e per le loro proprietà.
In questo articolo, vogliamo presentarvi un inusuale prodotto ancora non disponibile per la vendita in Italia che potrebbe ritagliarsi una discreta fetta di mercato per gli appassionati di barbecue! Tradizionalmente, per le grigliate all'aperto si utilizza legna secca raccolta nel bosco o, adattandosi alle rinnovate esigenze dei consumatori, più maneggevoli tronchetti di legno o bricchetti già tagliati e depezzati ad hoc, cubetti di legno oppure carbone di legna (per approfondire rimandiamo al nostro precedente articolo "Il carbone vegetale"). Tuttavia, è stata messa a punto una nuova tipologia di carbone vegetale ottenuta dalla sansa e dal nocciolino di oliva alternativo rispetto a quello ottenuto dal legno. Vediamo di che cosa si tratta, da dove nasce e le caratteristiche.
 
Come nasce l'idea di produrre il carbone vegetale dal nocciolino di oliva?

carbone vegetale

L'idea di produrre carbonella da una biomassa che non sia legno è il frutto di una scoperta fatta in piccoli villaggi dell'Africa occidentale. Si tratta di una consuetudine tramandata di generazione in generazione per cui, al fine di ottimizzare le limitate risorse a disposizione, gli abitanti di queste zone desolate fabbricavano il carbone dai residui della torba. Così facendo, riuscivano ad ottenere un combustibile solido per riscaldare le abitazioni o per cuocere le pietanze a costo zero, riutilizzando una sostanza praticamente inutile nel suo stato naturale.
Dopo anni di ricerche e studi, questa tecnica ancestrale e arcaica ha permesso di ottenere un'eccellente qualità di carbone vegetale da materie prime alternative al legno ed è stata esportata nei Paesi sviluppati, dove un prodotto del genere apre nuove e interessanti potenzialità, tanto che potrebbe rivoluzionare il mercato del carbone vegetale.

ulivo

Ecco l'idea, ma la fattibilità su larga scala è stata difficile da realizzare. È stato necessario trovare una biomassa esistente in Europa o nel bacino del Mediterraneo sufficiente a garantire una fornitura permanente, organizzando centri di raccolta vicini tra loro e facilmente accessibili. Dopo aver analizzato molte biomasse, si è arrivati alla conclusione che quella che meglio si adatta è la sansa di olive e, più precisamente, il nocciolino di oliva
Il nocciolino di oliva, infatti, esiste ed è disponibile in tutto il bacino del Mediterraneo grazie all'imponente presenza dell'industria dell'olio di oliva; si tratta di una biomassa con un alto potere calorifico naturale e la sua raccolta può essere circoscritta in raggi chilometrici definiti, poichè le attività di trasformazione delle olive si concentrano e sono raggruppate in aree limitate e interconnesse tra loro.
 
Le caratteristiche del carbone vegetale di nocciolino di oliva

barbecue

Il carbone vegetale ottenuto dal nocciolino di oliva ha le seguenti caratteristiche:
  • potenza: si tratta di carbonella ad alto potere calorico. Questa è una qualità molto importante per la cottura alla griglia, perchè mantiene i cibi morbidi e gustosi;
  • durata: il carbone vegetale di nocciolino ha un tempo di combustione che può superare le due ore, mentre il carbone di legno dura circa un'ora. Ciò consente di garantire una resistenza prolungata alla combustione e perciò di preparare pesce, carne e persino dessert con lo stessa quantità di combustibile;
  • costante: il carbone vegetale di nocciolino è realizzato secondo rigidi standard di qualità e molto spesso le viene attribuita una forma standardizzata di "mattonella", che consente di garantire una buona distribuzione del calore e una temperatura di cottura costante durante l'uso;
  • meno fiamme: il carbone di nocciolino permette di avere un effetto di assorbimento dei grassi durante la cottura dei cibi. Questo fenomeno di assorbimento diminuisce significativamente le fiamme che carbonizzerebbero le pietanze. In questo modo, si ottiene non solo un'alta qualità del gusto, ma anche cibi più salutari;
  • nessuna scintilla: il carbone vegetale di nocciolino non produce scintille durante la combustione. Questo aiuta a evitare incidenti e ustioni, fenomeni legati alla tradizionale attività di barbecue;
  • 100% senza legno: il carbone vegetale di nocciolino è composto da sansa di oliva e principalmente da nocciolino di oliva. Non c'è quindi aggiunta di legna nella fabbricazione. In questo modo, tale carbonella non è coinvolta in alcun modo nel fenomeno della deforestazione globale e promuove la conservazione della biodiversità nelle aree minacciate per un maggiore rispetto dell'ambiente;
  • 100% naturale: il carbone vegetale di nocciolino è composto da prodotti completamente naturali e utilizzato come legante di farina vegetale (legante alimentare);
  • 100% rinnovabile: il carbone vegetale di nocciolino è composto da una biomassa economica e maggiormente disponibile, che viene rinnovata ogni anno durante la stagione della raccolta delle olive;
  • origine del bacino del Mediterraneo 100%: il carbone vegetale di nocciolino è prodotto nel bacino del Mediterraneo. È distribuito su brevi distanze e questo contribuisce a ridurre l'impatto ambientale e a diminuire i costi della logistica.
 

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Scritto da Maddalena Sofia