Per i consumatori che decidono di installare nella propria abitazione un impianto di riscaldamento a biomasse, è indispensabile avere le idee chiare sui migliori combustibili presenti in commercio. Il cippato rappresenta una delle risorse maggiormente valorizzate dal mercato negli ultimi anni; fino a poco tempo fa sconosciuto ai più, oggi rientra a pieno titolo nella categoria dei biocombustibili virtuosi a basso costo, limitato impatto ambientale e resa elevata.

Il cippato si inserisce nella categoria delle biomasse vegetali e costituisce il combustibile alternativo al più costoso pellet e alla legna da ardere meno pratica nell'utilizzo; viene prodotto, con l'utilizzo di una cippatrice, a partire da tronchi, ramaglie, scarti di lavorazioni agricole e forestali e anche avanzi di falegnameria, ridotti in scaglie di legno sminuzzato.

 

I fattori che concorrono a definire la qualità e le tipologie di cippato sono essenzialmente tre: la pezzatura, il grado di umidità e la composizione del legno. Data la sua versatilità di utilizzo, che spazia dalle stufe ad uso domestico alle centrali a biomassa industriali, è necessario individuare quale sia il cippato più adatto all'utilizzo che vogliamo farne.

 

Una prima distinzione può essere effettuata tra cippato fino (G30), solitamente impiegato per l'uso domestico, e cippato medio (G50). Il cippato fino è sicuramente il prodotto più indicato per le caldaie di piccole dimensioni; ha scaglie di 3 cm al massimo, contrariamente al cippato medio che raggiunge anche i 5 cm e viene usato con caldaie di potenza medio/grande (di solito in impianti industriali).

 

La qualità del cippato, e conseguentemente il suo costo, dipende anche dal grado di umidità del legno, che deve essere preferibilmente inferiore al 25%. Per il riscaldamento domestico, tra il cosiddetto "fresco di produzione", contenente dal 40% al 50% di acqua, e il "secco", con contenuto d'acqua inferiore al 20%, è sicuramente da preferire il secondo con una resa calorifera più elevata, a patto di essere pronti a pagare qualcosa in più.

 

La differenza tra le qualità e le tipologie di cippato può essere rilevata anche valutando la natura stessa del legno. Si parla di cippato premium, di alta qualità, se è costituito da 2/3 di legno duro e da 1/3 di legno morbido, e se possiede una dimensione di 3 cm e un'umidità di circa il 15%.

 

Negli ultimi anni, i produttori di cippato hanno aumentato il loro livello di professionalità, anche attraverso le certificazioni del prodotto (per approfondire clicca qui). In questo modo al consumatore viene garantito un cippato con caratteristiche energetiche note e confrontabili, idonee alle esigenze tecniche degli apparecchi a cui sono destinati. 

 

Scritto da Gianclaudio Iannace

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE