Vademecum delle caldaie a cippato

 

In un articolo precedente (vedi Stufe a cippato) abbiamo già analizzato i vantaggi nell’utilizzare questo tipo di biocombustibile per il riscaldamento parziale dell’ambiente domestico. Di facile utilizzo e reperibilità, e oltretutto estremamente economico, il cippato ha un impiego molteplice che non si limita ai soli impianti a riscaldamento diretto (stufe, camini etc.) ma può essere esteso anche ad impianti a riscaldamento indiretto, come le caldaie.
 
Le caldaie a cippato infatti sono un’ottima alternativa alle classiche caldaie a combustibili fossili (gas, metano, GPL, gasolio etc.) sia per resa energetica (a parità di prestazioni infatti possono garantire un risparmio pari anche all’80%) che per semplicità d’utilizzo.
 
In questo breve articolo verranno prese in considerazione i vantaggi e le caratteristiche da ricercare quando ci apprestiamo all’acquisto di caldaie a cippato per uso domestico. Per chiarezza infatti, è bene specificare che in commercio ci sono due tipologie di caldaie a cippato; caldaie a griglia fissa in grado di erogare una potenza che va dai 25 ai 400 kW (alle quali si riferisce il presente articolo), e caldaie a griglia mobile in grado di erogare una potenza di oltre 500 kW (e utilizzate principalmente in contesti industriali). 
 
Reperibilità del biocombustibile e spazio di stoccaggio
 
Prima di avventurarci nel vasto mercato delle caldaie a cippato è bene come sempre fare qualche considerazione preliminare per capire se questo tipo di prodotto è adatto alle nostre esigenze.
 
Ci sono due elementi da prendere in considerazione prima di qualsiasi altra cosa, ovvero la reperibilità del cippato (e la sua qualità) e lo spazio a nostra disposizione per il suo stoccaggio.
 

Ovviamente chi trae più vantaggio dall’utilizzo di caldaie a cippato sono coloro che riescono a produrre il biocombustibile per la sua alimentazione in proprio (mediante l’utilizzo della cippatrice). Infatti minore sarà il costo di produzione o acquisto del cippato, minore saranno i costi di messa in funzione dell’impianto di riscaldamento. Quindi la produzione in proprio e la prossimità di zone montane e boschive sono senza dubbio un vantaggio per chi decide di acquistare questo tipo di prodotto per riscaldare la propria abitazione.

 
Chi invece non fosse in grado di produrre il cippato in proprio dovrà necessariamente acquistarlo da rivenditori. In tal caso è bene sapere che in commercio ci sono, generalmente, due tipologie di cippato, ovvero quello per uso domestico (< 3cm) e quello per uso industriale (>3cm). Anche l’umidità del cippato è un altro elemento da prendere in considerazione al momento dell’acquisto, questa infatti è direttamente proporzionale alla sua resa calorifica (per approfondire vedi Produrre energia con il cippato di legno: i formati G30 e G50).
 
Anche dello spazio di stoccaggio del cippato bisogna tenere conto. Spazi non idonei infatti possono comportare una quantità insufficiente di biocombustibile a nostra disposizione, oppure possono limitarci nell’utilizzo di apparecchiature per l’alimentazione della caldaia stessa, come ad esempio l’utilizzo di appositi silos per il dosaggio automatico del combustibile nella camera di alimentazione dell’impianto. 
 
Cosa cercare al momento dell’acquisto
 
Affrontate queste premesse è possibile vedere quali sono le caratteristiche che vanno ricercate nel prodotto al momento dell’acquisto. Sebbene queste siano molteplici e variabili a seconda delle esigenze dell’utente finale si cercherà, di seguito, di prendere in considerazione quelle essenziali che possono essere considerate come una solida base per non trovarsi tra le mani un prodotto di bassa qualità.
 
La prima di queste è la reputazione, nonché la reperibilità, del prodotto nel nostro contesto nazionale. Con un mercato in perenne espansione e la globalizzazione incalzante infatti non è raro imbattersi in prodotti accattivanti dai prezzi competitivi, i quali però non presentano, talvolta, una solida presenza nell’ambito italiano. Questo può causare spiacevoli inconvenienti sia per eventuali richieste di assistenza alla casa produttrice, che per ordinare pezzi di ricambio i quali possono risultare poco reperibili.
 
Secondo punto da prendere in considerazione è la semplicità del prodotto in termini di controllo delle impostazioni base. In altre parole è bene prediligere un prodotto che ci permetta di impostare varie temperature in vari ambienti domestici, oppure che abbia opzioni di accensione, impostazione, e spegnimento da remoto (telecomandi, app ufficiali etc.).
 
Altra cosa poi è l’alimentazione della caldaia, ovvero la capacità della caldaia di autoalimentarsi (è già stato menzionato in precedenza l’utilizzo di appositi silos). L’alternativa infatti è una caldaia alimentata manualmente, la quale può rivelarsi particolarmente scomoda soprattutto in periodi di intenso lavoro, come possono essere i mesi invernali.
 
Quarto punto è la manutenzione. È sempre bene optare infatti per caldaie a cippato se non totalmente, almeno parzialmente capaci di diagnosticare eventuali problematiche e agire di conseguenza (con reset o richieste di manutenzione esterna). Questo punto è particolarmente importante se si considera che l’efficienza e l’efficacia della nostra caldaia è in diretta relazione alla sicurezza dell’ambiente domestico.
 
Infine è sempre bene scegliere prodotti con lunghi periodi di garanzia. A tal proposito è possibile ricollegarsi al primo punto preso in considerazione, ovvero la scelta di prodotti presenti e reperibili sul territorio nazionale. 
 
 
In fine…
 

Le caldaie a cippato dunque sono una soluzione ideale che ci garantisce, oltre che l’utilizzo di un biocombustibile economico e altamente ecosostenibile, anche diversi vantaggi come detrazioni fiscali (che possono arrivare anche al 55%) e netti risparmi in bolletta.

 
In questo breve articolo abbiamo preso in considerazione gli elementi di cui bisogna tener conto prima e durante l’acquisto di caldaie a cippato
 
Per ricapitolare questi sono reperibilità è qualità del cippato, e spazio di stoccaggio, mentre i consigli pratici al momento dell’acquisto questi sono reputazione della casa produttrice (e del rivenditore) e reperibilità, semplicità di controllo dell’impianto, automazione della caldaia, manutenzione e garanzia.
 
Per quanto riguarda i costi delle caldaie a cippato questi sono nettamente più elevati rispetto alle caldaie tradizionali e possono avere un prezzo di partenza di oltre 3000 euro per un modello di piccolo dimensioni e di potenza contenuta. Questo però non deve scoraggiare. Con le dovute precauzioni e tenendo in considerazione le premesse fatte una caldaia a cippato è sicuramente un investimento valido. Il vasto mercato oltretutto permette di trovare soluzioni adatte a tutte le esigenze e a tutte le tasche (per approfondire vedi Perché comprare una caldaia a cippato e come stoccare il combustibile).

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

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Pubblicato da Antonella Marinelli