Tutto quello che c'è da sapere sulle buccette di pomodoro

Il consumismo oggigiorno è dilagante, su questo non vi è alcun dubbio. Il mercato è dominato dal principio della domanda e dell’offerta, dove la quantità richiesta di un bene è inversamente proporzionale al suo prezzo. Tutto questo vuol dire che una grande quantità dei beni che produciamo o compriamo va sprecata. Questo è vero anche per l’industria agroalimentare, la quale nel tempo ha imparato a riciclare i propri scarti post-produzione tramite il compostaggio, ovvero il loro reinserimento nel processo produttivo sotto forma di fertilizzante naturale, e quindi sostenibile. Il compost però, sia questo il risultato di politiche agronomiche industriali sostenibili, oppure il prodotto di una lavorazione domestica e personale (vedi Come riutilizzare gli scarti del giardino (sfalci e potature) per produrre pellet o terriccio), non è l’unico modo per riciclare gli scarti di coltivazione. A questo infatti, si aggiunge la possibilità di usare tali scarti come biocombustibile In questo breve articolo prenderemo in considerazione le buccette di pomodoro e vedremo come e quando queste vengono trasformate in biocombustibile.

 

Alcuni dati sulle buccette di pomodoro

L’industria italiana del pomodoro ha un fatturato di quasi 4 miliardi di euro l’anno, ponendo l’Italia come uno dei più grandi produttori ed esportatori di piante di pomodoro al mondo (in Italia si realizza circa il 14% della produzione mondiale). Gli scarti di tale produzione dunque non possono che essere ingenti (si stima che l’Italia produca 130 milioni di tonnellate di pomodoro l'anno i cui scarti, semi e buccette di pomodoro, sono circa il 4%), e se fino a non molto tempo fa questi erano semplicemente considerati rifiuti, oggi per fortuna le cose stanno cambiando. Generalmente è possibile dire che le buccette di pomodoro, come molti altri tipi di residui agricoli, possono essere considerati a tutti gli effetti biomasse energetiche, ovvero sostanze organiche vegetali o animali non recuperate dal sottosuolo (quindi non di origine fossile) che permettono di ottenere energia termica ed elettrica.

 

Buccette di pomodoro come biocombustibile

Sebbene oggigiorno esistono varie tecnologie per lo sfruttamento delle cosiddette biomasse energetiche, la maggior parte di queste sono utilizzate principalmente nell’industria e quindi poco propense ad applicazioni domestiche non tanto per problematiche legate alla loro efficacia ma piuttosto alla loro reperibilità (per approfondire vedi Valore energetico dei sottoprodotti agricoli).

Generalmente comunque è possibile affermare che esistono sei tecnologie per la lavorazione delle biomasse energetiche; combustione diretta, digestione anaerobica (per il biogas), fermentazione, estrazione dell'olio (per biodiesel), pirolisi, lagassificazione (per approfondire vedi Biomasse energetiche: valore energetico dei residui agricoli).

Per i fini di questo breve articolo prenderemo in considerazione solamente le tecnologie inerenti la lavorazione delle buccette di pomodoro che danno più risultati sia in termini di applicabilità che di efficacia. Queste sono tre; digestione anaerobica, estrazione dell'olio e potenzialmente anche per conversione diretta in energia elettrica (sebbene l’applicabilità di quest’ultima tecnologia debba ancora essere dimostrata).

La digestione anaerobica delle buccette di pomodoro per la produzione di biogas è senza ombra di dubbio la soluzione maggiormente perseguibile e quella ad oggigiorno più sfruttata per la riqualificazione di questo scarto post-produzione. Questo è dovuto al fatto che il processo di lavorazione che va dal materiale grezzo (buccette di pomodoro) al prodotto finale (biogas) è diretto, e quindi più semplice rispetto ad altri tipi di soluzione, presentando oltretutto un minimo impatto ambientale. Attraverso un ulteriore processo di raffinazione e purificazione (upgrading) oltretutto è possibile trasformare il biogas ricavato dalle buccette di pomodoro in biometano.

Se la digestione anaerobica può essere considerata come la via preferibile per la lavorazione delle buccette di pomodoro, vi è anche la possibilità della loro conversione sia in biodiesel che direttamente in energia elettrica. Sebbene oggigiorno queste due soluzioni non sono così comuni come la digestione anaerobica, soprattutto per quello che riguarda la loro diretta conversione in energia elettrica, sono comunque strade percorribili che apriranno indubbiamente grandi possibilità alle future generazioni.

A tal proposito è bene menzionare che le piante, così come le buccette di pomodoro,  contengono licopene (un antiossidante appartenente al gruppo dei carotenoidi) il quale è un potente conduttore elettrico. Il processo di produzione di energia elettrica si basa un una particolare cella elettrochimica che consente di incanalare gli elettroni rilasciati durante l’ossidazione della materia organica. In questa circostanza 10 mg di scarti di pomodoro avrebbero un potenziale pari a 0.3 Watt. Sebbene questa applicazione delle buccette di pomodoro sia ancora agli albori, non vi è dubbio sul fatto che le potenzialità di questa nuova tecnologia siano virtualmente infinite e potenzialmente rivoluzionare non solo per l’industria agroalimentare,

 

Conclusione

La ricercar di soluzioni alternative ai combustibili fossili ha portato ad innovazioni in molti campi, compreso quello agroalimentare. I residui e scarti agricoli, come le buccette di pomodoro, sono oggigiorno considerati biomasse energetiche dall’alto potenziale per la produzione di energia termica ad elettrica, e non più come semplici rifiuti da smaltire. Le tre principali tecnologie applicabili per la riqualificazione delle buccette di pomodoro  la digestione anaerobica è sicuramente quella più diffusa e vantaggiosa in termini di resa energetica e semplicità di lavorazione, ma non è comunque l’unica.

Sebbene il biodiesel e il biogas siano biocombustibili dall’alto potenziale la maggior problematica è la loro reperibilità, soprattutto se vogliamo utilizzarli per impianti di piccole dimensioni come quelli casalinghi. Ad oggi infatti il loro utilizzo è rivolto soprattutto all’industria, che è in grado di sfruttarne a pieno le potenzialità. Per quanto riguarda la conversione delle buccette di pomodoro direttamente in energia elettrica invece la strada è ancora lunga, e al momento non è possibile fare previsione né sul come né sul quanto la loro applicazione a tal proposito diventi disponibile al pubblico. Quello che però è possibile dire è che le buccette di pomodoro sono un'altra di quelle soluzioni ecosostenibili che ben presto si andranno a sostituire, assieme ad altre, ai combustibili fossili facendo del mondo un posto, forse, un po' meno inquinato.

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp

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Pubblicato da Antonella Marinelli