Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Il 10 novembre scorso i ministri Carlo Calenda (Ministro dello Sviluppo Economico) e Gian Luca Galletti (Ministro dell'Ambiente e della tutela del Turismo e del Mare) hanno sottoscritto il SEN (Strategia Energetica Nazionale).

pellet

Il SEN è un piano decennale predisposto dal Governo per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico italiano (leggi il testo integrale).
Avevamo già pubblicato un primo articolo sul SEN (per approfondire leggi anche "SEN: Strategia Energetica Nazionale 2017"), quel testo, che era passato attraverso un lungo lavoro parlamentare coinvolgendo anche la P.A. Era stato poi posto in pubblica consultazione per tre mesi raccogliendo oltre 800 contributi tematici da parte di 250 associazioni, università, organismi pubblici e privati, che sono stati poi presentati nel corso di un'audizione parlamentare dalle Commissioni congiunte Attività Produttive e Ambiente della Camera e Industria e Territorio del Senato.
 
In merito alle biomasse energetiche, quali sono le valutazioni del SEN e cosa ci dobbiamo attendere per i prossimi anni? 

termocamino a legna

Nel settore del riscaldamento e raffreddamento, l’Italia ha raggiunto nel 2015 una penetrazione delle rinnovabili pari al 19,2% di cui le biomasse e le pompe di calore rappresentano la quasi totalità. E’ un traguardo importante considerando che l’obiettivo 2020 era il 20%.
Le biomasse l'hanno fatta da padrone, grazie al loro costo particolarmente contenuto (legna da ardere, cippato, pellet).
L’incentivazione invece non ha funzionato molto bene.
Infatti, nel 2016 gli interventi ammissibili per la riqualificazione energetica (solare, termico, pompe di calore e caldaie a biomassa) hanno sommato oltre 200 milioni di euro, ma solo per 40 milioni sono stati chiesti gli incentivi di detrazione fiscale Conto Termico.
Questo per: 
  • scarsa conoscenza dello strumento;legna da ardere
  • troppo complicati i meccanismi di accesso.
La biomassa nel 2016 contribuisce al 27% dei consumi da riscaldamento.
Nel nuovo SEN si evidenzia una criticità che sta fortemente preoccupando la pubblica opinione e che muove comitati di cittadini: quello delle emissioni di polveri sottili (PM 10).
Le biomasse da riscaldamento (legna da ardere in particolare) sono le principali imputate di queste polveri sottili.
Il parco macchine a biomassa installato ha un fattore emissivo medio di 400 g/GJ, che è un valore altissimo se paragonato ai valori di emissione degli impianti a gasolio/gas o gpl che hanno un valore tra lo 0 e 4 g/GJ.

cippato

Il problema è dovuto ai camini aperti e ai vecchi impianti e il SEN ipotizza di concedere un sostegno solo a fronte di stringenti requisiti dei nuovi impianti che comunque, anche con le migliori soluzioni tecnologiche, hanno emissioni di PM10 ancora lontane dallo 0-4 g/GJ degli impianti a gasolio, gas o glp restando a valori di 95 g/GJ per stufe e caldaie BAT a legna e 29 g/GJ per stufe e caldaie BAT a pellet (BAT= Best Available Technology, cioè migliore tecnologia disponibile).
Un importante spazio di incentivazione dedicato alle biomasse energetiche può essere quello relativo alla produzione di biocarburanti ed in particolare al biometano, dove il SEN lascia intravedere interessanti spazi di incentivazione.
La logica che sottende il SEN è quella di incentivare non più "a pioggia", come è successo nel passato, con un aggravio sulle nostre bollette e con la produzione di energia poco competitiva dal punto di vista dei costi, ma di riconoscere gli incentivi solo per quelle rinnovabili capaci di integrarsi nel mercato, cioè di essere in condizione, dopo un periodo di "supporto", di vivere e competere senza gli incentivi.

sansa di olive

Pertanto, gli strumenti di sostegno economico dovranno essere temporanei per evitare distorsioni sul mercato dell'energia o vantaggi sproporzionati rispetto a quanto necessario.
Per i grandi impianti di produzione di energia elettrica da biomasse (cippato di legno, sansa, etc.) cambieranno gli strumenti di sostegno, ovvero contratti per differenza fino al 2020.
Dal 2020 in poi interverranno i contratti PPA (Power Purchase Agreement) tra i produttori e i privati interessati a comprare i migliori prodotti, dove possa intervenire una garanzia pubblica solo nel caso in cui il prezzo di mercato scenda sotto una certa soglia.
Per gli impianti di piccola taglia, le nuove forme di incentivazione dovevano essere riservate solo a impianti di piccola taglia (un po' come succede in Germania), investendo in particolare le biomasse residuali, gli scarti agricoli e i prodotti di secondo raccolto.
Grande attenzione verrà poi posta all'impatto di questi impianti sulla qualità dell'aria.
 

 

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Pubblicato da Maddalena Sofia