Arriva la bella stagione, quella dei picnic sull’erba e delle scampagnate all’aria aperta, arriva il momento di accendere il barbecue! In giardino o nelle zone attrezzate, pellet, legna o carbonella? Biocombustibili indispensabili per cucinare in sicurezza ma quale scegliere? Scopriamo quali sono le differenze e facciamo scorta, i weekend di sole sono ormai alle porte.

Tempo di “BBQ” come amano definirlo gli anglofoni, tempo di squisitezze alla griglia cucinate al meglio, come vogliamo noi italiani. Per la cottura degli alimenti è necessario procurarsi un barbecue e del combustibile di qualità, il nostro mercato dispone di un’ottima offerta tra barbecue a pellet, a legna o a carbonella. E’ bene sottolineare che esistono delle differenze tra le varie tipologie e da queste dipende anche il tipo di cottura e di sapore che prenderanno le pietanze. Tra le più noti i barbecue a legna e a carbonella ma sempre più richiesti sono i barbecue a pellet.

Partiamo dai più classici, il barbecue a legna è forse il più suggestivo, con la sua fiamma allegra è il più richiesto tra gli estimatori del buon cibo. E’ innegabile la resa ottimale della cottura sulla griglia che conferisce agli alimenti un ottimo sapore. Tanta bontà ma anche qualche considerazione da annotare per chi sceglie la legna: questo combustibile è la tipologia più impegnativa per il trasporto, per l’accensione (più lenta rispetto alle altre biomasse) e per il mantenimento della fiamma alla quale bisogna prestare molta attenzione per un’adeguata cottura del cibo (detta “indiretta”, in quanto la griglia non viene mai a contatto con la fonte di calore).

Il barbecue a carbonella invece utilizza questo materiale per la combustione. Si tratta di un "carbone naturale", un derivato della legna la quale dopo essere stata tagliata ed asciugata, viene carbonizzata in forni di mattoni o acciaio e trasformata in questo biocombustibile, richiestissimo sul mercato. E’ proprio l’essere un “materiale di scarto” la sua carta vincente: la rende più economica rispetto alla legna, inoltre si presenta in pezzi piccoli e leggeri, ideali per il trasporto, pratici per l’utilizzo e di facile accensione. La carbonella rende estremamente semplice anche il metodo di cottura del cibo, prevede infatti quella “diretta” delle pietanze posizionando la griglia direttamente sopra la brace. E il sapore del cibo? E’ doveroso premettere che i gusti sono personali, ma gli intenditori ritengono che l’utilizzo della carbonella sia intuibile al momento dell’assaggio e che svilisca il sapore delle pietanze.

I barbecue di grandi o piccole dimensioni, installati nel giardino di casa o portatili da utilizzare in terrazza, sul balcone o nelle zone verdi adibite, vengono spesso alimentati con legna o a carbonella. Questi due biocombustibili sono i più utilizzati dagli italiani ma negli ultimi anni sono sempre più richiesti anche i barbecue a pellet. In cosa consistono e quali sono le differenze rispetto ai più “comuni”? Si tratta di una bella rivoluzione della cottura “en plein air” che non rinuncia alla praticità ma soprattutto al gusto. Il pellet permette di cucinare in maniera sana mantenendo gli stessi sapori e odori che si ottengono con la cottura a legna. Questo è solo uno dei numerosi aspetti positivi che indubbiamente convince gli estimatori del buon cibo. Questa tipologia è in grado di soddisfare le esigenze di praticità e la richiesta di comfort di tutti i consumatori. Il barbecue a pellet funziona esclusivamente con biocombustibile specifico per la cottura degli alimenti, vengono considerati tra le migliori qualità quello di quercia, di ontano e di faggio, i quali assicurano una cottura sana e in poco tempo. Un altro vantaggio del pellet è quello di accendersi in tempi brevissimi con modeste quantità di materiale, permette inoltre di riscaldare molto velocemente la griglia grazie al suo alto potere calorifero e mantenere il calore a lungo. Il biocombustibile viene inserito a lato dell'apparecchio e viene contenuto in un apposito serbatoio, scende nel braciere attraverso una coclea e permette un’accessione immediata. A differenza della legna non è necessaria una costante supervisione in quanto i barbecue a pellet funzionano in autonomia; la cottura, oltre ad essere ottimale, è anche pulita poiché i residui di cenere sono minimi. Il pellet per barbecue è facilmente reperibile nei negozi specializzati e nei supermercati in confezioni di varie misure, inoltre è comodo e leggero, ideale per il trasporto.

Le dimensioni del barbecue a pellet possono essere variabili, gradi o piccoli dispongono di un’accensione automatica, dunque di un’alimentazione elettrica; presenta un termoregolatore elettronico necessario per regolare la fiamma e la temperatura, un pannello di controllo elettronico per selezionare il tipo di cottura desiderata e un display esterno per monitorare il grado di cottura raggiunto; dispone di una griglia in porcellana o in acciaio inox facili da pulire, di un sistema di ventilazione per una cottura ottimale degli alimenti, di un coperchio in acciaio inox per la loro copertura e un gocciolatoio per la raccolta dei grassi delle pietanze in cottura. 

I costi del barbecue a pellet variano a seconda della grandezza dell’apparecchio, dalla capacità della griglia e dagli accessori in dotazione. Si parte dai più piccoli, portatili o non, da un minimo di 200 Euro, sino ai modelli più grandi e accessoriati che salgono a 1.000 - 1.500 Euro, prezzi che non discostano di molto rispetto ai barbecue a legna o carbonella. Per scendere di prezzo, il consiglio è quello di orientarsi sui modelli elettrici, con altre caratteristiche e prestazioni.

 

Scritto da: Elena Bittante

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE