Chi riscalda la propria abitazione con stufe o caldaie a pellet, sa che la primavera è il periodo migliore per rintracciare offerte e sconti sui combustibili per alimentarle. A meno che non siate affezionati clienti del vostro rivenditore locale, potreste aver avuto anche voi la tentazione di cercare online le migliori occasioni per acquistare pellet in offerta.
Nel 2016, il valore del fatturato e-commerce in Italia si è attestato intorno ai 31,7 miliardi di euro e la tendenza è in crescita per il 2017. Il 20% del mercato dei biocombustibili e degli impianti per produrre energia passa dalla Rete: se non lo avete ancora fatto, potreste pensare seriamente di acquistare il pellet per la vostra stufa con un click e riceverlo direttamente a casa. 
Digitando "pellet in offerta" su Google, il più famoso motore di ricerca al mondo restituisce migliaia di risultati: offerte prestagionali, vendite promozionali, recensioni di prodotti, opinioni dei consumatori e chi più ne ha più ne metta.
 
Come si fa allora a districarsi nella marea di input provenienti dal Web?
Se di primo acchito Internet potrebbe confondervi le idee con il suo surplus di informazioni, è anche vero che questo potente strumento vi consente di documentarvi al meglio e approfonditamente sulle caratteristiche di ogni singolo prodotto e scegliere quello più adatto alle vostre esigenze.

pellet in offerta

La regola aurea per acquistare un buon pellet in offerta rimane la stessa rispetto al mercato tradizionale: verificarne la qualità. I marchi certificati EN Plus A1 e EN Plus A2 sono sicuramente una garanzia in tal senso, ma ci sono altri indicatori a cui prestare attenzione (per approfondire, leggi anche "La vendita di pellet online tra vantaggi e accortezze per il consumatore"). 
Il rischio maggiore è quello di lasciarsi tentare da un allettante prezzo basso: la Rete ci mette di fronte a soluzioni per tutte le tasche e in effetti, a volte, è anche possibile rintracciare occasioni di convenienza imbattibile. Tuttavia, soprattutto nel caso dei biocombustibili, la proposta di vendita a prezzi stracciati non è sempre indice di un buon affare.  Il consiglio è quello di essere oculati nelle valutazioni, poiché le problematiche legate all'utilizzo di pellet non certificato o di qualità scadente non sono trascurabili, sia per la salute umana che per mantenere uno stato ottimale degli impianti.
 
I rischi del pellet non certificato o di bassa qualità
Molto spesso, il pellet non certificato deriva da materiali di bassa qualità e può essere contaminato da residui chimici. Dovrebbe, invece, risultare omogeneo nella natura delle materie prime (segatura di legno vergine con alto potere calorico e privo di additivi collanti). 
Attratto dal prezzo basso, il consumatore che si accinge ad acquistare pellet in offerta potrebbe imbattersi, ad esempio, in un tipo combustibile ottenuto pressando i residui del riciclo di rifiuti legnosi (anche mobili, pannelli truciolari), che possono contenere dosi molto elevate di sostanze trattanti e di collanti. 
La loro presenza è rischiosa non solo per la salute e l'ambiente, ma anche per la durata e la resa della stufa o della caldaia. Il pellet ricavato con l'aggiunta di collanti (come nei casi in cui la granulometria e la natura delle materie prime sia eterogenea) può danneggiare con il tempo gli impianti dove viene bruciato, a causa della tipologia e della quantità dei residui di combustione.
In effetti, un chiaro segnale della bassa qualità del combustibile è la quantità di ceneri. Esse devono essere il meno possibile, al fine di creare meno residuo fisso (inferiore all'1%). Superata una certa soglia, obbligano ad una pulizia molto più frequente della stufa o della caldaia. 
Inoltre, il fatto che non sia obbligatorio dichiarare la presenza nel pellet di formaldeide, una sostanza altamente cancerogena derivata dai trattamenti chimici del legno e impiegata comunemente nell'industria del mobile, è sicuramente un ostacolo nel miglioramento del mercato di questo biocombustibile.
Infine, è necessario prestare attenzione alla contaminazione del pellet con metalli quali cadmio, piombo, mercurio, arsenico. Si tratta di inquinanti pericolosi, presenti soprattutto sulla corteccia degli alberi per effetto del depositarsi dell'inquinamento atmosferico, o di trattamenti chimici nel caso di residui di potature di vigneti o frutteti.
 
Acquistare su siti specializzati nel commercio di pellet e biocombustibili
Insomma, se vi state accingendo ad acquistare pellet in offerta valutate bene tutti questi fattori e soprattutto considerate che quando si esce fuori dal tracciato delle cerificazioni, siano esse internazionali o europee, è sempre possibile imbattersi in combustibili dannosi. Se state utilizzando il Web per il vostro approvvigionamento, una soluzione potrebbe essere quella di acquistare su siti specializzati nel commercio di pellet e biocombustibili, in modo tale da avere una scelta maggiore di marchi e di tipologie di prodotto con il relativo confronto in tempo reale sui prezzi di vendita, oltre a poter usufruire di un customer care specializzato. 
 

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Scritto da Maddalena Sofia